Archive for ‘leggi’

lunedì 27 aprile 2015

La riforma elettorale, l’Italicum

Il 27 gennaio 2015 l’Assemblea del Senato ha approvato il progetto di legge di riforma del sistema di elezione della Camera dei deputati (A.C. 3-bis-B).

Rispetto al testo approvato in prima lettura dalla Camera il 12 marzo 2014 il Senato ha apportato una serie di modificazioni, che saranno oggetto di esame da parte della Camera.

Tra i principali elementi caratterizzanti il nuovo sistema elettorale, in base al testo approvato dalla Camera e modificato dal Senato, si richiamano:

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lunedì 27 aprile 2015

Legge Fornero

forneroLa riforma è stata votata dalla coalizione di partiti che sostenevano il governo Monti, composta da PD, PDL, Unione di Centro e Futuro e Libertà per l’Italia e altre liste minori. La riforma è stata redatta in 20 giorni essendo il governo Monti iniziato il 16 novembre 2011

La norma modificò dei rapporti giuridici tra i soggetti di diritto, previsti dall’art. 38 della Costituzione Italiana ossia tra i cittadini lavoratori nella condizione di bisogno e gli enti previdenziali in qualità di pubbliche amministrazioni istituite per la gestione dei sistemi pensionistici pubblici obbligatori.

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lunedì 22 settembre 2014

Quando Renzi su l’art. 18 diceva “Non me ne può fregare di meno”


video di altrestorieVI

Non ho mai trovato un ventenne che mi chiedesse la conservazione dell’articolo 18 o un imprenditore che me ne chiedesse l’abolizione.
24 marzo 2012 intervista a la stampa con Mattia Feltri

L’articolo 18

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lunedì 22 settembre 2014

Articolo 18 dello statuto dei lavoratori, cosa è e come funziona

indexL’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, nel diritto del lavoro italiano fa riferimento all’art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, “Norme sulla tutela della liberta’ e dignita’ dei lavoratori, della liberta’ sindacale e dell’attivita’ sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”

Si applica solo alle aziende con almeno 15 dipendenti e afferma che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo.

Riguarda:

  • le unità produttive con più di 15 dipendenti (5 se agricole);
  • le unità produttive con meno di 15 dipendenti (5 se agricole) se l’azienda occupa nello stesso comune più di 15 dipendenti (5 se agricola);
  • le aziende con più di 60 dipendenti.

Quando Renzi su l’art. 18 diceva ‘”Non me ne può fregare di meno”

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domenica 1 giugno 2014

La Legge Gasparri

legge gasparri

Legge 3 maggio 2004, n. 112

Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana Spa, nonché delega al Governo per l’emanazione del testo unico della radiotelevisione

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 5 maggio 2004 – Supplemento Ordinario n. 82


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mercoledì 16 aprile 2014

Il voto di scambio

Immagine dalla rete

Immagine dalla rete

Il voto di scambio è il voto dato regolarmente da un elettore, ma non motivato da scelte politiche frutto di riflessioni sincere e disinteressate, bensì corrotto da qualche tornaconto ricevuto da parte di chi si candida o chi per lui.

È possibile distinguere tra un voto di scambio c.d. “legale” ed uno “illegale“.

  • Il voto di scambio “legale” è frutto del clientelismo politico e consente, a chi ne usufruisce, di vedere soddisfatta una propria richiesta legittima in cambio del voto. Si pensi ad un campo destinato all’agricoltura che diventa edificabile, in seguito alla modifica del PGT. Se tale modifica di destinazione d’uso è fatta nel rispetto delle norme vigenti non determina alcun reato, ma consente al proprietario del terreno di vedere legalmente accresciuto il proprio patrimonio personale. In cambio il politico guadagna il consenso di quell’elettore.
  • Il voto di scambio “illegale” è quello in cui un politico offre in cambio del voto qualcosa che non è legittimato ad offrire. Per esempio un posto in un’Amministrazione pubblica con un concorso pubblico addomesticato o il condono di un abuso edilizio non condonabile o il cambio della destinazione d’uso di un immobile in violazione alle norme del PGT.

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giovedì 10 aprile 2014

“Tagliola”, ecco cos’è la ghigliottina

La “Tagliola” o “ghigliottina“, a differenza del Senato dove è presente nel regolamento*, alla Camera discende da una interpretazione della presidenza della Camera della XIII legislatura, riadottata nelle legislature successive.

Serve ad assicurare il diritto della maggioranza di deliberare in ordine al procedimento di conversione di un decreto-legge.

La presidenza, fin dalla XIII legislatura, ha quindi costantemente affermato come rientri nella sua responsabilità assicurare la deliberazione della camera sui decreti-legge nei termini costituzionali  ricorrendo, se necessario, allo strumento della “ghigliottina”.

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giovedì 13 febbraio 2014

Droga, la LEGGE JERVOLINO-VASSALLI

LEGGE JERVOLINO-VASSALLI

Legge n. 162 del 1990 sull’uso, la produzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti (droghe). Per quanto riguarda l’uso personale, esso viene considerato illecito sia che si tratti di droghe “leggere” (marijuana, hashish) sia “pesanti” (cocaina, eroina) e, quindi, viene punito. Le sanzioni sono soprattutto di tipo amministrativo, dato che consistono in provvedimenti del prefetto, come la sospensione della patente, del porto d’armi e del passaporto, per un periodo non superiore a tre mesi. Prima di applicare queste misure, il prefetto può (per una sola volta) avvertire la persona della gravità del suo comportamento e invitare a cessarlo.

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giovedì 13 febbraio 2014

Droga, la Legge Fini-Giovanardi

FINI GIOVANARDI
La normativa è stata modificata dalla legge 21 febbraio 2006 n. 49 (conosciuta anche come legge Fini-Giovanardi poiché fortemente voluta da Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi). La legge è in realtà la conversione del decreto legge 30 dicembre 2005, n. 272, emanato in origine solo per il finanziamento delle Olimpiadi Invernali di Torino.
Wikipedia

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sabato 25 gennaio 2014

Italicum, ecco come funziona

[fonte youdem Tv]

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domenica 19 gennaio 2014

Il sistema elettorale spagnolo

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Congresso dei Deputati

Il Congresso ha 350 membri, eletti in ogni provincia e in carica per un massimo di quattro anni. Il sistema di voto segue il metodo D’Hondt, proporzionale, e con liste bloccate. Mentre la costituzione del 1978 permette una limitata flessibilità del sistema, esso non è stato modificato dal ritorno alla democrazia.

I seggi sono allocati come segue: due seggi sono assegnati ad ognuna delle 50 province, con l’eccezione di Ceuta e Melilla che eleggono un solo deputato ciascuna. Gli altri 248 seggi sono allocati in modo proporzionale alla popolazione. In pratica questo sistema rappresenta maggiormente le province più piccole, e ha come conseguenza una proporzionalità molto bassa in tutte le province tranne quelle di Madrid e Barcellona. Inoltre, sono presenti molte circoscrizioni elettorali (52), molte delle quali relativamente piccole. In questo modo si incrementa la soglia di sbarramento del 3% per ottenere dei seggi in una circoscrizione, diminuendo radicalmente la proporzionalità e favorendo i due partiti maggiori con presenze regionali concentrate, a spesa degli altri partiti.

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lunedì 25 novembre 2013

Il porcellum, e le caratteristiche principali

La legge n. 270 del 21 dicembre 2005 è la legge che ha modificato il sistema elettorale italiano e ha delineato la disciplina attualmente in vigore. È stata formulata principalmente dall’allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che tuttavia a seguito delle numerose modifiche introdotte durante l’iter parlamentare la definì «una porcata» in un’intervista televisiva (durante il programma Matrix, allora condotto da Enrico Mentana) definita porcellum dal politologo Giovanni Sartori.

” Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica “

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 2005 – Supplemento ordinario n. 213

Art. 1.

(Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati)

1. L’articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», è sostituito dal seguente:

«Art. 1. – 1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed uguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti.

2. Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. Salvo i seggi assegnati alla circoscrizione Estero, la ripartizione dei seggi è effettuata in ragione proporzionale, con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza, a norma degli articoli 77, 83 e 84, e si effettua in sede di Ufficio centrale nazionale».

2. L’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente:
«Art. 4. – 1. Il voto è un dovere civico e un diritto di tutti i cittadini, il cui libero esercizio deve essere garantito e promosso dalla Repubblica.

2. Ogni elettore dispone di un voto per la scelta della lista ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista».

3. All’articolo 7, settimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, le parole: «In caso di scioglimento anticipato della Camera dei deputati» sono sostituite dalle seguenti: «In caso di scioglimento della Camera dei deputati, che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni».

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