Archive for ‘Giorgio Napolitano’

venerdì 18 aprile 2014

Intervista di Fabio Fazio a Giorgio Napolitano per “Che tempo che fa”

video di presidenzarepubblica

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sabato 5 aprile 2014

Gomez: “Berlusconi da Napolitano mi ricorda il boss mafioso che minaccia un negoziante”


video di Povero Silvio

Peter Gomez (direttore de ilfattoquotidiano.it), ospite de “L’aria che tira” la trasmissione in onda su La7 e condotta da Myrta Merlino, a proposito dell’incontro di giovedì tra Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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sabato 22 febbraio 2014

Sgarbi replica all’ex Pm Ingroia «Dimostri che le intercettazioni non contengono ciò che ho affermato»

Ricevo e pubblico dall’ufficio stampa di Vittorio Sgarbi il seguente comunicato stampa:

La querelle sul contenuto delle intercettazioni

 telefoniche tra Mancino e Napolitano

Sgarbi replica all’ex Pm Ingroia

«Dimostri che le intercettazioni

non contengono ciò che ho affermato»

«Se le intercettazioni son state distrutte,

la sua affermazione vale quanto la mia»

 

 

ROMA – Vittorio Sgarbi replica all’ex Pm Antonio Ingroia che ieri da Trapani (dove è andato a ricoprire il ruolo di Commissario Straordinario alla Provincia Regionale, in aggiunta a quello della società «Sicilia e-servizi», cumulando le indennità) ha minacciato di querelarlo per le affermazioni riguardanti il contenuto delle intercettazioni telefoniche tra Mancino e Napolitano fatte nel corso della trasmissione radiofonica «La Zanzara».

Sgarbi: ‘Telefonata Mancino-Napolitano? L’ho sentita, il presidente insulta Ingroia’

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venerdì 21 febbraio 2014

Sgarbi: ‘Telefonata Mancino-Napolitano? L’ho sentita, il presidente insulta Ingroia’

videoMarco Aquilani

Vittorio Sgarbi ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24

“Io sono l’unico, o uno tra i pochissimi, che ha sentito le telefonate tra Mancino e Napolitano. E il capo dello Stato dà della ‘testa di cazzo’ e dello ‘stronzo’ ad Antonino Ingroia”.

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martedì 11 febbraio 2014

2011 Beppe Grillo a Napolitano a “In questa situazione lei non può restare inerte. Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale”

Nel luglio del 2011, quando la crisi dello spread stava esplodendo, Beppe Grillo aveva invitato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a “fare il golpe” togliendo Silvio Berlusconi dalla guida del governo e portando ad elezioni anticipate.

Spettabile presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione. L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un’impresa impossibile senza una rivolta sociale.

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venerdì 3 gennaio 2014

Nel 1978 Giorgio Napolitano affermò: “La moneta unica ci porterà alla rovina”!

Nel 1978 Giorgio Napolitano, deputato del Partito Comunista Italiano, non era così favorevole ad una moeta unica europea.

L’attuale presidente della Repubblica italiana Giorgio sosteneva che: “L’abbraccio tedesco costringerà i paesi del continente europeo, presto o tardi, a una nuova morsa letale!”giorgio-napolitano-giovane-183689

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mercoledì 1 gennaio 2014

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

“A tutti gli italiani – e rivolgendo un particolare pensiero a quanti vivono con ansia queste ore per le recenti scosse di terremoto – giunga il mio affettuoso augurio. L’anno che sta per terminare è stato tra i più pesanti e inquieti che l’Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica. Tra i più pesanti sul piano sociale, tra i più inquieti sul piano politico e istituzionale. L’anno che sta per iniziare può e deve essere diverso e migliore, per il paese e specialmente per quanti hanno sofferto duramente le conseguenze della crisi. Una crisi dalla quale in Europa si comincia a uscire e più decisamente si potrà uscire se si porterà fino in fondo un’azione comune per il rilancio della crescita economica e dell’occupazione.

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domenica 15 settembre 2013

Gasparri: “Su voto segreto discussione vergognosa. Napolitano dica qualcosa”

Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

Berlusconi: Gasparri,  Su voto segreto discussione vergognosa.
Napolitano dica qualcosa”E’ veramente inutile questa discussione sul voto palese o segreto al Senato. E’ l’allucinante conferma dell’aggressione premeditata e illegale che in ogni campo si attua contro Silvio Berlusconi. Il regolamento e’ chiaro. Su vicende come queste il voto segreto e’ previsto ed e’ stato scelto in tantissimi precedenti. Immaginare una modifica del regolamento contra personam e’ una bestialita’ che comunque non consentiremmo mai. Pertanto la discussione e’ inutile e vergognosa.

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domenica 15 settembre 2013

Il Piano Napolinano, l’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto quotidiano

Ancora una volta, nessuno dice la verità. Non la dice il Pd quando proclama che B. è finito e nessuna trattativa è possibile per salvarlo. Non la dice il Pdl, quando minaccia di rovesciare il governo ritirando i ministri subito dopo il voto in giunta sulla decadenza di B., o addirittura dopo la bocciatura della relazione Augello che vorrebbe lasciare B. in Senato in barba alla condanna e alla legge Severino.

La legge Severino, il testo e i punti principali

Il Pd infatti sta trattando con i suoi vari Violante, e soprattutto sta trattando Napolitano con i vari Letta Zio e Confalonieri. E il Pdl sa benissimo di poter contare, tra le file del Pd, di 120 franchi traditori che nel segreto dell’urna (bastano 20 senatori per ottenerlo) hanno già dispiegato la loro geometrica potenza impallinando Prodi sulla via del Quirinale. Perché lo fecero? Non certo per antipatia personale: perché sapevano benissimo che, con Prodi al Quirinale, sarebbe nato un governo senza (cioè contro) B., mandando a monte i piani di Napolitano e dei retrostanti poteri finanziari italiani ed europei che spingevano per il reinciucio.

Prodi: “Thatcher e Reagan responsabili della crisi mondiale”

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mercoledì 14 agosto 2013

La Dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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“La preoccupazione fondamentale, comune alla stragrande maggioranza degli italiani, è lo sviluppo di un’azione di governo che, con l’attivo e qualificato sostegno del Parlamento, guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell’economia e dell’occupazione”. E’ quanto si legge in una dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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mercoledì 14 agosto 2013

Quirinal parto, l’editoriale di Marco Travaglio

In attesa che i luminari a ciò preposti, con lenti di ingrandimento e occhiali a raggi infrarossi, ci diano l’interpretazione autentica del Supermonito serale del presidente della Repubblica e dell’incunabolo che lo contiene, una cosa è chiara fin da subito: il fatto stesso che sia stato emesso già dimostra che Silvio Berlusconi non è un cittadino uguale agli altri. Mai, infatti, in tutta la storia repubblicana e pure monarchica, un capo dello Stato – re o presidente della Repubblica – era mai intervenuto su una condanna definitiva di Cassazione per pregare il neopregiudicato di restare fedele al governo, facendogli balenare in cambio la grazia e garantendogli che non finirà comunque in galera.

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domenica 7 luglio 2013

Rodotà: “F35, Napolitano sbaglia, decide il Parlamento”

Stefano Rodotà l’ex garante per la Privacy sugli F35-

Cosa non la convince, professor Rodotà?

Partiamo dal cuore della questione: il Parlamento. Un luogo che negli ultimi cinque anni, e forse anche di più, è stato azzerato, trasformato in un guscio vuoto che si limita soltanto a ratificare i provvedimenti già presi dal governo. E proprio ora che tenta di recuperare il suo ruolo costituzionale – quello rappresentativo e di indirizzo – viene ancora una volta esautorato. Eppure siamo ancora, o almeno dovremmo essere, in una Repubblica parlamentare.

Una commissione parlamentare chiedeva di valutare meglio i pro e contro dei costosissimi cacciabombardieri. Ma questa prerogativa, si obietta dall’alto, non spetta alle Camere.

Io invece sono convinto di sì. In più, il Parlamento non ha disdetto l’ordine di acquisto, ha solo chiesto di valutarlo come è normale accada nei piani d’investimento pluriennali. Si tratta già di un compromesso molto blando: per questo insisto nel dire che quello a cui stiamo assistendo è sintomatico di una profonda distorsione del meccanismo istituzionale. Si dà un privilegio eccessivo al governo: quello di rendere le sue decisioni insindacabili.

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