Legge Fornero

forneroLa riforma è stata votata dalla coalizione di partiti che sostenevano il governo Monti, composta da PD, PDL, Unione di Centro e Futuro e Libertà per l’Italia e altre liste minori. La riforma è stata redatta in 20 giorni essendo il governo Monti iniziato il 16 novembre 2011

La norma modificò dei rapporti giuridici tra i soggetti di diritto, previsti dall’art. 38 della Costituzione Italiana ossia tra i cittadini lavoratori nella condizione di bisogno e gli enti previdenziali in qualità di pubbliche amministrazioni istituite per la gestione dei sistemi pensionistici pubblici obbligatori. Consistette nell’attuazione di un default dei sistemi pensionistici pubblici per ridurre la spesa pubblica legata alle prestazioni pensionistiche in un momento di crisi finanziaria in quanto, nel sistema pensionistico pubblico, detto anche previdenza di primo pilastro, le pensioni si pagano con le imposte. È quindi una riforma previdenziale del sistema pensionistico pubblico e delle assicurazioni sociali obbligatorie.

Fonte Wikipedia

 

Art. 24

Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici

  1. Le disposizioni del presente articolo sono dirette a garantire
    il rispetto, degli impegni internazionali e con l’Unione europea, dei
    vincoli di bilancio, la stabilita’ economico-finanziaria e a
    rafforzare la sostenibilita’ di lungo periodo del sistema
    pensionistico in termini di incidenza della spesa previdenziale sul
    prodotto interno lordo, in conformita’ dei seguenti principi e
    criteri:
    a) equita’ e convergenza intragenerazionale e intergenerazionale,
    con abbattimento dei privilegi e clausole derogative soltanto per le
    categorie piu’ deboli;
    b) flessibilita’ nell’accesso ai trattamenti pensionistici anche
    attraverso incentivi alla prosecuzione della vita lavorativa;
    c) adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni della
    speranza di vita; semplificazione, armonizzazione ed economicita’ dei
    profili di funzionamento delle diverse gestioni previdenziali.
  2. A decorrere dal 1° gennaio 2012, con riferimento alle anzianita’
    contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione
    corrispondente a tali anzianita’ e’ calcolata secondo il sistema
    contributivo.
  3. Il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i requisiti
    di eta’ e di anzianita’ contributiva, previsti dalla normativa
    vigente, prima della data di entrata in vigore del presente decreto,
    ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento
    pensionistico di vecchiaia o di anzianita’, consegue il diritto alla
    prestazione pensionistica secondo tale normativa e puo’ chiedere
    all’ente di appartenenza la certificazione di tale diritto. A
    decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che, nei
    regimi misto e contributivo, maturano i requisiti a partire dalla
    medesima data, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di
    anzianita’ sono sostituite, dalle seguenti prestazioni: a) «pensione
    di vecchiaia », conseguita esclusivamente sulla base dei requisiti di
    cui ai commi 6 e 7; b) «pensione anticipata», conseguita
    esclusivamente sulla base dei requisiti di cui ai comma 10 e 11,
    salvo quanto stabilito ai commi 14, 17 e 18.
  4. Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione e’ liquidata a
    carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (di seguito AGO) e
    delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonche’ della
    gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8
    agosto 1995, n. 335, la pensione di vecchiaia si puo’ conseguire
    all’eta’ in cui operano i requisiti minimi previsti dai successivi
    commi. Il proseguimento dell’attivita’ lavorativa e’ incentivato,
    fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di
    appartenenza, dall’operare dei coefficienti di trasformazione
    calcolati fino all’eta’ di settant’anni, fatti salvi gli adeguamenti
    alla speranza di vita, come previsti dall’articolo 12 del
    decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e
    integrazioni. Nei confronti dei lavoratori dipendenti, l’efficacia
    delle disposizioni di cui all’articolo 18 della legge 20 maggio 1970,
    n. 300 e successive modificazioni opera fino al conseguimento del
    predetto limite massimo di flessibilita’.
  5. Con riferimento esclusivamente ai soggetti che a decorrere dal
    1° gennaio 2012 maturano i requisiti per il pensionamento indicati ai
    commi da 6 a 11 del presente articolo non trovano applicazione le
    disposizioni di cui all’articolo 12, commi 1 e 2 del decreto-legge 31
    maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
    luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, e le
    disposizioni di cui all’articolo 1, comma 21, primo periodo del
    decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.
  6. Relativamente ai soggetti di cui al comma 5, al fine di
    conseguire una convergenza verso un requisito uniforme per il
    conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia
    tra uomini e donne e tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi,
    a decorrere dal 1° gennaio 2012 i requisiti anagrafici per l’accesso
    alla pensione di vecchiaia sono ridefiniti nei termini di seguito
    indicati:
    a. 62 anni per le lavoratrici dipendenti la cui pensione e’
    liquidata a carico dell’AGO e delle forme sostitutive della medesima.
    Tale requisito anagrafico e’ fissato a 63 anni e sei mesi a decorrere
    dal 1° gennaio 2014, a 65 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016 e 66
    anni a decorrere dal 1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la
    disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema
    pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi
    dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
    b. 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome la cui pensione
    e’ liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria,
    nonche’ della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26,
    della legge 8 agosto 1995, n. 335. Tale requisito anagrafico e’
    fissato a 64 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014, a 65 anni
    e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2016 e a 66 anni a decorrere dal
    1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la disciplina di
    adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli
    incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del
    decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
    c. per i lavoratori dipendenti e per le lavoratrici dipendenti di
    cui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009,
    n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.
    102, e successive modificazioni e integrazioni, la cui pensione e’
    liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle
    forme sostitutive ed esclusive della medesima il requisito anagrafico
    di sessantacinque anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia nel
    sistema misto e il requisito anagrafico di sessantacinque anni di cui
    all’articolo 1, comma 6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n.
    243, e successive modificazioni, e’ determinato in 66 anni;
    d. per i lavoratori autonomi la cui pensione e’ liquidata a
    carico dell’assicurazione generale obbligatoria, nonche’ della
    gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8
    agosto 1995, n. 335, il requisito anagrafico di sessantacinque anni
    per l’accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il
    requisito anagrafico di sessantacinque anni di cui all’articolo 1,
    comma 6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive
    modificazioni, e’ determinato in 66 anni.
  7. Il diritto alla pensione di vecchiaia di cui al comma 6 e’
    conseguito in presenza di un’anzianita’ contributiva minima pari a 20
    anni, a condizione che l’importo della pensione risulti essere non
    inferiore, per i lavoratori con riferimento ai quali il primo
    accredito contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996, a
    1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma
    6, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Il predetto importo soglia
    pari, per l’anno 2012, a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di
    cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e’
    annualmente rivalutato sulla base della variazione media quinquennale
    del prodotto interno lordo (PIL) nominale, appositamente calcolata
    dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con riferimento al
    quinquennio precedente l’anno da rivalutare. In occasione di
    eventuali revisioni della serie storica del PIL operate dall’ISTAT, i
    tassi di variazione da considerare sono quelli relativi alla serie
    preesistente anche per l’anno in cui si verifica la revisione e
    quelli relativi alla nuova serie per gli anni successivi. Il predetto
    importo soglia non puo’ in ogni caso essere inferiore, per un dato
    anno, a 1,5 volte l’importo mensile dell’assegno sociale stabilito
    per il medesimo anno. Si prescinde dal predetto requisito di importo
    minimo se in possesso di un’eta anagrafica pari a settanta anni,
    ferma restando un’anzianita’ contributiva minima effettiva di cinque
    anni. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2 del
    decreto-legge 28 settembre 2001, n. 355, convertito con legge 27
    novembre 2001, n. 417, all’articolo 1, comma 23 della legge 8 agosto
    1995, n. 335, le parole “, ivi comprese quelle relative ai requisiti
    di accesso alla prestazione di cui al comma 19,” sono soppresse.
  8. A decorrere dal 1° gennaio 2018 il requisito anagrafico per il
    conseguimento dell’assegno di cui all’ articolo 3, comma 6, della
    legge 8 agosto 1995, n. 335 e delle prestazioni di cui all’articolo
    10 della legge 26 maggio 1970, n. 381, e dell’articolo 19 della legge
    30 marzo 1971, n. 118, e’ incrementato di un anno.
  9. Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione e’ liquidata a
    carico dell’AGO e delle forme esclusive e sostitutive della medesima,
    nonche’ della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26,
    della legge 8 agosto 1995, n. 335, i requisiti anagrafici per
    l’accesso alla pensione di vecchiaia di cui al comma 6 del presente
    articolo devono essere tali da garantire un’eta’ minima di accesso al
    trattamento pensionistico non inferiore a 67 anni per i soggetti, in
    possesso dei predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima
    decorrenza utile del pensionamento dall’anno 2021. Qualora, per
    effetto degli adeguamenti dei predetti requisiti agli incrementi
    della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31
    maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
    luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, la predetta eta’
    minima di accesso non fosse assicurata, sono ulteriormente
    incrementati gli stessi requisiti, con lo stesso decreto direttoriale
    di cui al citato articolo 12, comma 12-bis, da emanare entro il 31
    dicembre 2019, al fine di garantire, per i soggetti, in possesso dei
    predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza
    utile del pensionamento dall’anno 2021, un’eta’ minima di accesso al
    trattamento pensionistico comunque non inferiore a 67 anni. Resta
    ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al
    sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi
    dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per gli
    adeguamenti successivi a quanto previsto dal penultimo periodo del
    presente comma. L’articolo 5 della legge 12 novembre 2011 n. 183 e’
    soppresso.
  10. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti
    la cui pensione e’ liquidata a carico dell’AGO e delle forme
    sostitutive ed esclusive della medesima, nonche’ della gestione
    separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
    n. 335, che maturano i requisiti a partire dalla medesima data
    l’accesso alla pensione anticipata ad eta’ inferiori ai requisiti
    anagrafici di cui al comma 6 e’ consentito esclusivamente se risulta
    maturata un’anzianita’ contributiva di 42 anni e 1 mese per gli
    uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con riferimento ai soggetti
    che maturano i requisiti nell’anno 2012. Tali requisiti contributivi
    sono aumentati di un ulteriore mese per l’anno 2013 e di un ulteriore
    mese a decorrere dall’anno 2014. Sulla quota di trattamento relativa
    alle anzianita’ contributive maturate antecedentemente il 1° gennaio
    2012, e’ applicata una riduzione percentuale pari a 2 punti
    percentuali per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento
    rispetto all’eta’ di 62 anni. Nel caso in cui l’eta’ al pensionamento
    non sia intera la riduzione percentuale e’ proporzionale al numero di
    mesi.
  11. Fermo restando quanto previsto dal comma 10, per i lavoratori
    con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre
    successivamente al 1° gennaio 1996 il diritto alla pensione
    anticipata, previa risoluzione del rapporto di lavoro, puo’ essere
    conseguito, altresi’, al compimento del requisito anagrafico di
    sessantatre anni, a condizione che risultino versati e accreditati in
    favore dell’assicurato almeno venti anni di contribuzione effettiva e
    che l’ammontare mensile della prima rata di pensione risulti essere
    non inferiore ad un importo soglia mensile, annualmente rivalutato
    sulla base della variazione media quinquennale del prodotto interno
    lordo (PIL) nominale, appositamente calcolata dall’Istituto nazionale
    di statistica (ISTAT), con riferimento al quinquennio precedente
    l’anno da rivalutare, pari per l’anno 2012 a 2,8 volte l’importo
    mensile dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, commi 6 e 7 della
    legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni e
    integrazioni. In occasione di eventuali revisioni della serie storica
    del PIL operate dall’ISTAT i tassi di variazione da considerare sono
    quelli relativi alla serie preesistente anche per l’anno in cui si
    verifica la revisione e quelli relativi alla nuova serie per gli anni
    successivi. Il predetto importo soglia mensile non puo’ in ogni caso
    essere inferiore, per un dato anno, a 2,8 volte l’importo mensile
    dell’assegno sociale stabilito per il medesimo anno.
  12. A tutti i requisiti anagrafici previsti dal presente decreto
    per l’accesso attraverso le diverse modalita’ ivi stabilite al
    pensionamento, nonche’ al requisito contributivo di cui al comma 10,
    trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui
    all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive
    modificazioni e integrazioni; al citato articolo sono
    conseguentemente apportate le seguenti modifiche:
    a. al comma 12-bis dopo le parole “e all’ articolo 3, comma 6,
    della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni,”
    aggiungere le seguenti: “e il requisito contributivo ai fini del
    conseguimento del diritto all’accesso al pensionamento
    indipendentemente dall’eta’ anagrafica”;
    b. al comma 12-ter alla lettera a) le parole “i requisiti di
    eta’” sono sostituite dalle seguenti: “i requisiti di eta’ e di
    anzianita’ contributiva”;
    c. al comma 12-quater, al primo periodo, e’ soppressa, alla fine,
    la parola “anagrafici”.
  13. Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita
    successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono
    aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita’ previste
    dall’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive
    modificazioni e integrazioni. A partire dalla medesima data i
    riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell’articolo 12 del
    citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con
    modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive
    modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.
  14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime
    delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del
    presente articolo continuano ad applicarsi ai soggetti che maturano i
    requisiti entro il 31 dicembre 2011, ai soggetti di cui all’articolo
    1, comma 9 della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive
    modificazioni e integrazioni, nonche’ nei limiti del numero di 50.000
    lavoratori beneficiari, ancorche’ maturino i requisiti per l’accesso
    al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
    a) ai lavoratori collocati in mobilita’ ai sensi degli articoli 4
    e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni,
    sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 31 ottobre
    2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo
    di fruizione dell’indennita’ di mobilita’ di cui all’articolo 7,
    commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
    b) ai lavoratori collocati in mobilita’ lunga ai sensi
    dell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e
    successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi
    collettivi stipulati entro il 31 ottobre 2011;
    c) ai lavoratori che, alla data del 31 ottobre 2011, sono
    titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di
    solidarieta’ di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge
    23 dicembre 1996, n. 662;
    d) lavoratori che, antecedentemente alla data del 31 ottobre
    2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della
    contribuzione;
    e) ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 hanno in corso
    l’istituto dell’esonero dal servizio di cui all’articolo 72, comma 1,
    del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con
    modificazioni con legge 6 agosto 2008, n. 133.
  15. Gli Enti gestori di forme di previdenza obbligatoria provvedono
    al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di
    lavoro o dell’inizio del periodo di esonero di cui alla lettera d)
    del comma 14, delle domande di pensionamento presentate dai
    lavoratori di cui al comma 14 che intendono avvalersi dei requisiti
    di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di
    entrata in vigore del presente articolo. Qualora dal predetto
    monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 50.000 domande
    di pensione, i predetti Enti non prenderanno in esame ulteriori
    domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici
    previsti dalla disposizione di cui al presente comma. Nell’ambito del
    predetto limite numerico vanno computati anche i lavoratori che
    intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari presupposti e
    requisiti, congiuntamente del beneficio di cui al comma 14 e di
    quello relativo al regime delle decorrenze disciplinato dall’articolo
    12, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con
    modificazioni, con legge 30 luglio 2010, n. 122, per il quale
    risultano comunque computati nel relativo limite numerico di cui al
    predetto articolo 12, comma 5 afferente al beneficio concernente il
    regime delle decorrenze. Resta fermo che, in ogni caso, ai soggetti
    che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2012 di cui al presente comma
    trovano comunque applicazione le disposizioni di cui al comma 12.
  16. Con il decreto direttoriale previsto, ai sensi dell’articolo 1,
    comma 11 della legge 8 agosto 1995, n. 335, come modificato dall’
    articolo 1, comma 15, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, ai fini
    dell’aggiornamento triennale del coefficiente di trasformazione di
    cui all’articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 335 del 1995, in
    via derogatoria a quanto previsto all’articolo 12, comma 12-quinquies
    del decreto-legge 31 maggio 2012, n. 78, convertito con modificazioni
    con legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e
    integrazioni, con effetto dal 1° gennaio 2013 lo stesso coefficiente
    di trasformazione e’ esteso anche per le eta’ corrispondenti a valori
    fino a 70. Il predetto valore di 70 anni e’ adeguato agli incrementi
    della speranza di vita nell’ambito del procedimento gia’ previsto per
    i requisiti del sistema pensionistico dall’articolo 12 del
    decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e
    integrazioni, e, conseguentemente, ogniqualvolta il predetto
    adeguamento triennale comporta, con riferimento al valore
    originariamente indicato in 70 anni per l’anno 2012, l’incremento
    dello stesso tale da superare di una o piu’ unita’ il predetto valore
    di 70, il coefficiente di trasformazione di cui al comma 6 dell’
    articolo 1 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e’ esteso, con effetto
    dalla decorrenza di tale determinazione, anche per le eta’
    corrispondenti a tali valori superiori a 70 nell’ambito della
    medesima procedura di cui all’ articolo 1, comma 11, della citata
    legge n. 335 del 1995. Resta fermo che la rideterminazione aggiornata
    del coefficiente di trasformazione esteso ai sensi del presente comma
    anche per eta’ corrispondenti a valori superiori a 70 anni e’
    effettuata con la predetta procedura di cui all’ articolo 1, comma
    11, della citata legge n. 335 del 1995. Al fine di uniformare la
    periodicita’ temporale della procedura di cui all’articolo 1, comma
    11 della citata legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive
    modificazioni e integrazioni, all’adeguamento dei requisiti di cui al
    comma 12-ter dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
    78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122
    e successive modificazioni e integrazioni, gli aggiornamenti dei
    coefficienti di trasformazione in rendita, successivi a quello
    decorrente dal 1° gennaio 2019 sono effettuati con periodicita’
    biennale.
  17. Al decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, sono apportate le
    seguenti modifiche all’articolo 1 ai fini del riconoscimento della
    pensione anticipata, ferma restando la possibilita’ di conseguire la
    stessa ai sensi dei commi 10 e 11 del presente articolo, per gli
    addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma
    dell’articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183:

– al comma 5, le parole “2008-2012” sono sostituite dalle seguenti:
“2008-2011” e alla lettera d) del medesimo comma 5 le parole “per gli
anni 2011 e 2012” sono sostituite dalle seguenti: “per l’anno 2011”;
– al comma 4, la parola “2013” e’ sostituita dalla seguente: “2012”
e le parole: “con un’eta’ anagrafica ridotta di tre anni ed una somma
di eta’ anagrafica e anzianita’ contributiva ridotta di tre unita’
rispetto ai requisiti previsti dalla Tabella B” sono sostituite dalle
seguenti: “con i requisiti previsti dalla Tabella B”;
– al comma 6 le parole “dal 1° luglio 2009” e “ai commi 4 e 5” sono
sostituite rispettivamente dalle seguenti: “dal 1° luglio 2009 al 31
dicembre 2011” e “al comma 5”;
– dopo il comma 6 e’ inserito il seguente comma
“6.bis Per i lavoratori che prestano le attivita’ di cui al comma
1, lettera b), numero 1), per un numero di giorni lavorativi annui
inferiori a 78 e che maturano i requisiti per l’accesso anticipato
dal 1° gennaio 2012, il requisito anagrafico e il valore somma di cui
alla Tabella B di cui all’allegato 1 della legge n. 247 del 2007:
a) sono incrementati rispettivamente di due anni e di due unita’
per coloro che svolgono le predette attivita’ per un numero di giorni
lavorativi all’anno da 64 a 71;
b) sono incrementati rispettivamente di un anno e di una unita’
per coloro che svolgono le predette attivita’ lavorative per un
numero di giorni lavorativi all’anno da 72 a 77.”
– al comma 7 le parole “comma 6” sono sostituite dalle seguenti:
“commi 6 e 6-bis”.
Per i lavoratori di cui al presente comma non si applicano le
disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo e continuano a
trovare applicazione, per i soggetti che maturano i requisiti per il
pensionamento dal 1° gennaio 2012 ai sensi del citato decreto
legislativo n. 67 del 2011, come modificato dal presente comma, le
disposizioni di cui all’articolo 12, comma 2 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni.
18. Allo scopo di assicurare un processo di incremento dei
requisiti minimi di accesso al pensionamento anche ai regimi
pensionistici e alle gestioni pensionistiche per cui siano previsti,
alla data di entrata in vigore del presente articolo, requisiti
diversi da quelli vigenti nell’assicurazione generale obbligatoria,
ivi compresi i lavoratori di cui all’articolo 78, comma 23, della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, e il personale di cui al decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 195, di cui alla legge 27 dicembre
1941, n. 1570, nonche’ dei rispettivi dirigenti, con regolamento da
emanare entro il 30 giugno 2012, ai sensi dell’articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate
le relative misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al
sistema pensionistico, tenendo conto delle obiettive peculiarita’ ed
esigenze dei settori di attivita’ nonche’ dei rispettivi ordinamenti.
Fermo restando quanto indicato al comma 3, primo periodo, le
disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai
lavoratori iscritti al Fondo speciale istituito presso l’INPS ai
sensi dell’articolo 43 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
19. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio
2006, n. 42, e successive modificazioni e integrazioni, con effetto
dal 1° gennaio 2012 le parole “, di durata non inferiore a tre anni,”
sono soppresse.
20. Resta fermo che l’attuazione delle disposizioni di cui
all’articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito
con modificazioni con legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive
modificazioni e integrazioni, con riferimento ai soggetti che
maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1° gennaio
2012, tiene conto della rideterminazione dei requisiti di accesso al
pensionamento come disciplinata dal presente articolo. Al fine di
agevolare il processo di riduzione degli assetti organizzativi delle
pubbliche amministrazioni, restano, inoltre, salvi i provvedimenti di
collocamento a riposo per raggiungimento del limite di eta’ gia’
adottati, prima della data di entrata in vigore del presente
provvedimento, nei confronti dei dipendenti delle pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2011, n. 165, anche se aventi effetto
successivamente al 1° gennaio 2012.
21. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2017 e’
istituito un contributo di solidarieta’ a carico degli iscritti e dei
pensionati delle gestioni previdenziali confluite nel Fondo pensioni
lavoratori dipendenti e del Fondo di previdenza per il personale di
volo dipendente da aziende di navigazione aerea, allo scopo di
determinare in modo equo il concorso dei medesimi al riequilibrio del
predetto Fondo. L’ammontare della misura del contributo e’ definita
dalla Tabella A di cui all’Allegato n. 1 del presente decreto-legge
ed e’ determinata in rapporto al periodo di iscrizione antecedente
l’armonizzazione conseguente alla legge 8 agosto 1995, n. 335, e alla
quota di pensione calcolata in base ai parametri piu’ favorevoli
rispetto al regime dell’assicurazione generale obbligatoria. Sono
escluse dall’assoggettamento al contributo le pensioni di importo
pari o inferiore a 5 volte il trattamento minimo INPS, le pensioni e
gli assegni di invalidita’ e le pensioni di inabilita’. Per le
pensioni a carico del Fondo di previdenza per il personale di volo
dipendente da aziende di navigazione aerea l’imponibile di
riferimento e’ al lordo della quota di pensione capitalizzata al
momento del pensionamento. A seguito dell’applicazione del predetto
contributo sui trattamenti pensionistici, il trattamento
pensionistico medesimo, al netto del contributo di solidarieta’
complessivo non puo’ essere comunque inferiore a 5 volte il
trattamento minimo.
22. Con effetto dal 1° gennaio 2012 le aliquote contributive
pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni
pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle
gestioni autonome dell’INPS sono incrementate di 0,3 punti
percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 22 per cento.
23. Con effetto dal 1° gennaio 2012 le aliquote contributive
pensionistiche di finanziamento e di computo dei lavoratori
coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla relativa
gestione autonoma dell’INPS sono rideterminate come nelle Tabelle B e
C di cui all’Allegato n. 1 del presente decreto.
24. In considerazione dell’esigenza di assicurare l’equilibrio
finanziario delle rispettive gestioni in conformita’ alle
disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e
al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, gli enti e le forme
gestorie di cui ai predetti decreti adottano, nell’esercizio della
loro autonomia gestionale, entro e non oltre il 31 marzo 2012, misure
volte ad assicurare l’equilibrio tra entrate contributive e spesa per
prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un
arco temporale di cinquanta anni. Le delibere in materia sono
sottoposte all’approvazione dei Ministeri vigilanti secondo le
disposizioni di cui ai predetti decreti, che si esprime in modo
definitivo entro trenta giorni dalla ricezione di tali delibere.
Decorso il termine del 31 marzo 2012 senza l’adozione dei previsti
provvedimenti, ovvero nel caso di parere negativo dei Ministeri
vigilanti, si applicano, con decorrenza dal 1° gennaio 2012: a) le
disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo
sull’applicazione del pro-rata agli iscritti alle relative gestioni;
b) un contributo di solidarieta’, per gli anni 2012 e 2013, a carico
dei pensionati nella misura dell’1 per cento.
25. In considerazione della contingente situazione finanziaria, la
rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il
meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23
dicembre 1998, n. 448 per il biennio 2012 e 2013 e’ riconosciuta
esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo
fino a due volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 100 per
cento. L’articolo 18, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito con legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive
modificazioni e integrazioni, e’ soppresso. Per le pensioni di
importo superiore a due volte trattamento minimo Inps e inferiore a
tale limite, incrementato della quota di rivalutazione automatica
spettante ai sensi del presente comma, l’aumento di rivalutazione e’
comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite
maggiorato.
26. A decorrere dal 1° gennaio 2012, ai professionisti iscritti
alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8
agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre
forme previdenziali obbligatorie sono estese le tutele di cui
all’articolo 1, comma 788 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
27. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e’
istituito un Fondo per il finanziamento di interventi a favore
dell’incremento in termini quantitativi e qualitativi
dell’occupazione giovanile e delle donne. Il Fondo e’ finanziato per
l’anno 2012 con 200 milioni di euro, e a decorrere dall’anno 2013 con
300 milioni di euro. Con decreti del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sono definiti i criteri e le modalita’ istitutive del
predetto Fondo.
28. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, costituisce, senza
oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, una Commissione composta da
esperti e da rappresentanti di enti gestori di previdenza
obbligatoria nonche’ di Autorita’ di vigilanza operanti nel settore
previdenziale, al fine di valutare, entro il 31 dicembre 2012, nel
rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica e delle
compatibilita’ finanziarie del sistema pensionistico nel medio/lungo
periodo, possibili ed ulteriori forme di gradualita’ nell’accesso al
trattamento pensionistico determinato secondo il metodo contributivo
rispetto a quelle previste dal presente decreto. Tali forme devono
essere funzionali a scelte di vita individuali, anche correlate alle
dinamiche del mercato del lavoro, fermo restando il rispetto del
principio dell’adeguatezza della prestazione pensionistica.
Analogamente, e sempre nel rispetto degli equilibri e compatibilita’
succitati, saranno analizzate, entro il 31 dicembre 2012, eventuali
forme di decontribuzione parziale dell’aliquota contributiva
obbligatoria verso schemi previdenziali integrativi in particolare a
favore delle giovani generazioni, di concerto con gli enti gestori di
previdenza obbligatoria e con le Autorita’ di vigilanza operanti nel
settore della previdenza.
29. Il Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali elabora
annualmente, unitamente agli enti gestori di forme di previdenza
obbligatoria, un programma coordinato di iniziative di informazione e
di educazione previdenziale. A cio’ concorrono la comunicazione da
parte degli enti gestori di previdenza obbligatoria circa la
posizione previdenziale di ciascun iscritto e le attivita’ di
comunicazione e promozione istruite da altre Autorita’ operanti nel
settore della previdenza. I programmi dovranno essere tesi a
diffondere la consapevolezza, in particolare tra le giovani
generazioni, della necessita’ dell’accantonamento di risorse a fini
previdenziali, in funzione dell’assolvimento del disposto dell’art.
38 della Costituzione. A dette iniziative si provvede attraverso le
risorse umane e strumentali previste a legislazione vigente.
30. Il Governo promuove, entro il 31 dicembre 2011, l’istituzione
di un tavolo di confronto con le parti sociali al fine di riordinare
il sistema degli ammortizzatori sociali e degli istituti di sostegno
al reddito e della formazione continua.
31. Alla quota delle indennita’ di fine rapporto di cui
all’articolo 17, comma 1, lettere a) e c), del testo unico delle
imposte sui redditi (TUIR), approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, erogate in denaro e in
natura, di importo complessivamente eccedente euro 1.000.000 non si
applica il regime di tassazione separata di cui all’articolo 19 del
medesimo TUIR. Tale importo concorre alla formazione del reddito
complessivo. Le disposizioni del presente comma si applicano in ogni
caso a tutti i compensi e indennita’ a qualsiasi titolo erogati agli
amministratori delle societa’ di capitali. In deroga all’articolo 3
della legge 23 luglio 2000, n. 212, le disposizioni di cui al
presente comma si applicano con riferimento alle indennita’ ed ai
compensi il cui diritto alla percezione e’ sorto a decorrere dal 1°
gennaio 2011.
Da Normativa.it

 

– Leggi –

Legge Fornero

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Articolo 18 dello statuto dei lavoratori, cosa è e come funziona

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