La riforma elettorale, l’Italicum

Il 27 gennaio 2015 l’Assemblea del Senato ha approvato il progetto di legge di riforma del sistema di elezione della Camera dei deputati (A.C. 3-bis-B).

Rispetto al testo approvato in prima lettura dalla Camera il 12 marzo 2014 il Senato ha apportato una serie di modificazioni, che saranno oggetto di esame da parte della Camera.

Tra i principali elementi caratterizzanti il nuovo sistema elettorale, in base al testo approvato dalla Camera e modificato dal Senato, si richiamano:

  • la suddivisione del territorio nazionale, ai fini della presentazione delle liste di candidati, in 20 circoscrizioni elettorali, corrispondenti alle regioni, divise a loro volta in complessivi 100 collegi plurinominali. La determinazione dei collegi è disposta con un decreto legislativo del Governo, da emanare secondo i princìpi e i criteri direttivi stabiliti dalla legge ed entro il termine di 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa
  • nelle circoscrizioni Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, per le quali sono previste disposizioni specifiche, sono costituiti collegi uninominali;
  • l’attribuzione dei seggi alle liste avviene su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti
  • ai fini dell’attribuzione dei seggi, è prevista l’assegnazione di 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40 per cento dei voti validi; qualora nessuna lista raggiunga tale percentuale di voti, è previsto un turno di ballottaggio – ai fini dell’assegnazione di 340 seggi – tra le due liste che abbiano conseguito con il maggior numero di voti; è esclusa ogni forma di collegamento tra liste o di apparentamento tra i due turni di votazione
  • la c.d. soglia di sbarramento è pari al 3 per cento dei voti validi: tale è dunque la soglia minima necessaria, su base nazionale, affinché una lista possa accedere alla ripartizione dei seggi
  • la possibilità per l’elettore di esprimere fino a due preferenze, per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capolista: saranno infatti proclamati eletti dapprima i capolista nei collegi e, dopo di loro, i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze
  • con la finalità di promuovere le pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive i candidati dovranno essere presentati – in ciascuna lista – in ordine alternato per sesso; al contempo, i capolista dello stesso sesso non potranno essere più del 60 per cento del totale in ogni circoscrizione
  • nessuno può essere candidato in più collegi, neppure di altra circoscrizione, ad eccezione dei capolista, che potranno essere candidati, al massimo, in 10 collegi
  • sono stabilite modalità per consentire ai cittadini temporaneamente all’estero per motivi di studio, lavoro o cure mediche di votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero nonché agli elettori appartenenti alle Forze armate ed alle Forze di polizia, impegnati nelle missioni internazionali, di votare secondo le modalità che saranno definite di intesa tra i ministri competenti
  • le nuove disposizioni per l’elezione della Camera dei deputati di applicano a decorrere dal 1° luglio 2016
La proposta di riforma elettorale approvata dalla Camera

Le principali caratteristiche del sistema elettorale prefigurato dal testo approvato dalla Camera in prima lettura sono:

  • il territorio nazionale è diviso in circoscrizioni regionali, ciascuna delle quali suddivisa in collegi plurinominali;
  • le liste di candidati sono presentate nei collegi plurinominali; possono presentarsi singolarmente o in coalizione con un unico programma di Governo;
  • le soglie di sbarramento per accedere alla attribuzione dei seggi sono basate sulla percentuale dei voti validi a livello nazionale: 12 per cento per le coalizioni, 4,5 per cento per le liste coalizzate e 8 per cento per le liste non coalizzate; resta ferma la soglia al 20% dei voti validi della circoscrizione per la lista rappresentativa di minoranza linguistica riconosciuta;
  • alla coalizione o lista vincente che supera il 37 per cento dei voti validi a livello nazionale è attribuito un premio di maggioranza fino a un massimo di 340 seggi;
  • nel caso in cui la coalizione o lista vincente non raggiunga il 37 per cento dei voti, si procede al ballottaggio tra le due liste o coalizioni che hanno ottenuto il maggior numero di voti validi; in questo caso alla lista o coalizione vincente sono attribuiti 321 seggi;
  • i seggi sono attribuiti alle coalizioni ed alle liste a livello nazionale e distribuiti sul territorio proporzionalmente ai voti ottenuti nelle circoscrizioni e nei collegi.

Fonte 

– Leggi –

La riforma elettorale, l’Italicum

Legge Fornero

Quando Renzi su l’art. 18 diceva ‘”Non me ne può fregare di meno”

Articolo 18 dello statuto dei lavoratori, cosa è e come funziona

La legge Gasparri

Il voto di scambio

“Tagliola”, ecco cos’è la ghigliottina

LEGGE JERVOLINO-VASSALLI

Legge Fini-Giovanardi

Il porcellum e le caratteristiche principali

Italicum, ecco come funziona

Il sistema elettorale spagnolo

LEGGE 13 febbraio 2001, n.45, MODIFICHE ALLE NORME PER LA PROTEZIONE DI COLORO CHE COLLABORANO CON LA GIUSTIZIA

La legge Severino, il testo e i punti principali

Per approfondire vai a Gli Intoccabili


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