1997 Quando D’alema diceva “La mobilità e la flessibilità sono un dato della realtà”

d'alema bossiMassimo D’Alema

23 febbraio 1997

Vedete, la mobilità, la flessibilità, sono innanzitutto un dato della realtà. È il grande problema che si pone a noi, a noi sinistra e non soltanto a noi sindacati. È se questa società più aperta debba inesorabilmente portare con sé solitudine, insicurezza, angoscia. Oppure se non sia il caso che noi, rinnovando profondamente gli strumenti della negoziazione e della contrattazione sociale, costruiamo nuove e più flessibili reti di rappresentanza e di tutela.

Quando Renzi su l’art. 18 diceva “Non me ne può fregare di meno”

L’articolo 18

Se noi non ci mettiamo su questo terreno, noi rappresenteremo sempre di più soltanto un segmento del mondo del lavoro. Ecco, io penso che noi dovremmo preferire essere con quei lavoratori del lavoro nero, del lavoro precario, del sottosalario. E negoziare quel salario, e negoziare i loro diritti anziché stare fuori dalle fabbriche con in mano una copia del contratto nazionale di lavoro”.

Fonte il Tempo

20 ottobre 2001

DS: D’Alema, difendo art.18, ma tutela solo una minoranza, esiste il conflitto tra generazioni

Massimo D’ Alema coglie l’occasione del congresso della Sinistra giovanile per rispondere alle critiche lanciate ieri dallo stesso palco, a lui e a Piero Fassino, da Sergio Cofferati. Il tema principale e’ quello dell’ art. 18 dello Statuto dei lavoratori, divenuto ultimamente cavallo di battaglia della mozione Berlinguer contro quella di
Fassino.

”Io sono convinto che l’ art. 18 vada difeso. Ma non c’e’ come tema del congresso una divisione su questo punto. Anche perche’ – sostiene D’ Alema – questa polemica finisce per oscurare il vero problema. Quell’ art. 18 protegge una minoranza dei lavoratori italiani. La totalita’ dei giovani ne e’ esclusa, cosi’ come i parasubordinati, i dipendenti delle aziende sotto quindici dipendenti”. Quindi ”noi dobbiamo scrivere la Carta dei Diritti del nuovo lavoro, per tutelare quelle masse di lavoratori che sono fuori dallo Statuto”. E ancora: ”E’ un errore farsi chiudere sulla difensiva dai falsi
modernizzatori”.

Il presidente dei Ds risponde poi direttamente a Sergio Cofferati che proprio qui a Chiusi ieri aveva liquidato come ”sciocche” e ”masochiste” le polemiche col sindacato sull’ esistenza di un conflitto tra padri e figli nel mondo del lavoro. ”Non si possono ridurre tutti i conflitti – sostiene D’ Alema – a quello tra capitale e lavoro. Esiste anche un conflitto tra generazioni, che attraversa i corpi sociali. La nostra societa’, infatti, e’ fatta di caste chiuse: quanti ripercorrono il mestiere dei padri con un meccanismo che perpetua le elites. Non esiste nessun Paese capitalista – sostiene – che da cinquant’ anni ha gli stessi capitalisti”. E allora, secondo il presidente dei Ds, i giovani si devono battere per rimuovere gli ostacoli del corporativismo: ”Quando il Parlamento incontra i notai, gli avvocati, gli ingegneri –
dice rivolto alla platea – voi dovreste andare a far casino davanti al Parlamento”.

Quanto al congresso D’ Alema ci si sofferma e brevemente e solo per dire che ci si e’ messi in questa discussione congressuale ”in modo sbagliato. Io cerco di starne fuori il piu’ possibile. Ma comunque alla fine si votera’ e questo almeno
– conclude – mi da’ sollievo”.

Ansa

28 settembre 2014

D’Alema_«Sull’art._18_Renzi_sbaglia_E_sulle_riforme_è_istruito_da_Verdini»_-_Corriere.it_-_2014-09-29_13.38.20

Renzi è in evidente difficoltà nei rapporti con Bruxelles. E sull’articolo 18 è in atto un’operazione politico-ideologica che non corrisponde a nessuna urgenza. Non esiste un’emergenza legata alla rigidità del mercato del lavoro. C’è persino il sospetto che si cerchi uno scontro con il sindacato e una rottura con una parte del Pd per lanciare un messaggio politico all’Europa e risultare così affidabile a quelle forze conservatrici che restano saldamente dominanti. Spero che Renzi si renda conto che una frattura del maggior partito di governo non sarebbe un messaggio rassicurante. Se vuole, è possibile trovare un accordo ragionevole sugli interventi sul mercato del lavoro”.

Massimo d’Alema dal Corriere della Sera, 28 settembre

  • Renzi-D’alema –

1997 Quando D’alema diceva “La mobilità e la flessibilità sono un dato della realtà”

Massimo D’Alema critica il Governo Renzi “Si sforza, ma i risultati sono insoddisfacenti”

D’Alema: “Renzi è superficiale e ignorante. Noi abbiamo vinto due volte le elezioni e abbiamo portato per la prima volta la sinistra al governo del Paese”

Renzi: “D’Alema dice che se vinciamo noi, distruggiamo la sinistra. Trascura il fatto che la sinistra l’hanno già distrutta loro”

D’Alema a La7: ”Renzi era il candidato di tutti i media contro di noi, non ce l’ho con lui ma con voi”

Renzi: un caffè con D’Alema? Sì, ma lo preparo io

Renzi: “D’Alema, linguaggio intimidatorio Se vinciamo, rivoluzioniamo la politica”

D’Alema: “Volevo lasciare ma ho deciso di restare, Renzi va in giro con il jet privato e prende soldi dall’America… Renzi si farà male”

Renzi risponde a D’Alema: se vinco smette di fare il parlamentare

“Rispetto tantissimo gli anziani: se non ci fossero i nonni non ci sarebbe la famiglia”. Matteo Renzi su Bersani e D’Alema

Per approfondire vai a Gli Intoccabili


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2 Responses to “1997 Quando D’alema diceva “La mobilità e la flessibilità sono un dato della realtà””

  1. Il baffone non doveva ritirarsi?

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