Quando Di Pietro era accusato di offendere Napolitano, e l’ex pm si giustificava con “il diritto di manifestare le opinioni”

Secondo la denuncia, “Di Pietro ha oscurato la limpidezza morale e il credito di cui devono essere necessariamente circondate le attribuzioni al capo dello Stato, delegittimandolo nella persona e nella istituzione che rappresenta”.

Un attacco a cui l’Idv replica con durezza, rivendicando “il diritto di manifestare le opinioni, di esprimere critiche e di essere opposizione intransigente” affermano Leoluca Orlando, Massimo Donadi, Felice Belisario, Carlo Costantini e Silvana Mura, componenti dell’ufficio di presidenza dell’Italia dei Valori. Poi è la volta dello stesso Di Pietro: ” “Vincerò la causa perché non ho mai accusato il capo dello Stato di essere mafioso e perché ho esercitato un legittimo diritto di critica”. Ed ancora: “In passato nessuno si è mai mosso per cose del genere, lo fanno adesso perchè non sono allineato al sistema e non mi rassegno ad abbassare la testa”.

Ma l’Unione delle camera penali, non arretra e dopo aver bollato la posizione di Di Pietro come “palesemente strumentale” replica: “Abbiamo denunciato non un’opinione, ma un comportamento che costituisce reato”

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