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martedì 1 maggio 2012

Fabio Mussi sbugiardò Di Pietro già nel 1999, ma nel 2012 è ancora attuale

11 marzo 1999

Seguito della discussione della proposta di legge: Balocchi ed altri: Nuove norme in materia di rimborso delle spese elettorali e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici (5535); e delle abbinate proposte di legge: Rossetto ed altri: Abrogazione della legge 2 gennaio 1997, n. 2, recante norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici (3968); De Benetti ed altri: Delega al Governo per la riforma del sistema di sostegno economico delle attività dei partiti e delle organizzazioni politiche (4734); Piscitello ed altri: Norme sul sostegno dell’attività politica (4861); Pezzoli: Istituzione di tre lotterie nazionali per il finanziamento pubblico dei partiti politici (5530); Fei ed altri: Nuove norme in materia di finanziamento a

partiti e agli eletti in carica (5542); Veltri ed altri: Norme sulla disciplina dei partiti politici (5553); Pecoraro Scanio: Norme sulla regolamentazione e sul sostegno dell’attività politica (5554) (ore 10,55).

FABIO MUSSI. Il senatore Di Pietro dice: «Questa legge è un ladrocinio». Ho qui per caso la documentazione delle spese elettorali per le elezioni suppletive del Mugello. Costi: 101 milioni e 99 mila lire. Ricavi: dal candidato 5 milioni; PDS 22, PPI 1,5, laburisti 2,2, verdi 2,5, Unione democratica 2,2, movimento per l’Ulivo 2,2, comunità Borgo San Lorenzo 500 mila, gruppo PDS provincia 3, varie. Disavanzo: 57 milioni, finanziato naturalmente con i rimborsi elettorali. Vedo che l’odiosa partitocrazia e i deprecabili rimborsi elettorali all’occorrenza si «angelicano», diventano immediatamente buoni.

venerdì 27 aprile 2012

Lega Nord: primi due indagati, spese “sgonfiate” per eludere controlli a Bologna

Ci sono i primi due indagati nell’inchiesta della procura di Bologna sulle spese elettorali della Lega Nord. Secondo quanto si è appreso si tratta di due candidati alle regionali del 2010:  sono Marco Mambelli e Luigi Pasquini. Ai due il pm Morena Plazzicontesta il reato di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico.

Il magistrato avrebbe fatto l’iscrizione dopo quello che l’ex leghista Alberto Veronesi, anche lui candidato alle regionali del 2010, ha denunciato nel suo esposto e nella recente testimonianza davanti al pm: avrebbero dichiarato, su indicazione dei ‘superiori’, di aver speso meno di 2.500 euro. In questo modo, come ha confermato l’ex militante Alberto Veronesi, avrebbero eluso i controlli.

Bufera Lega, due indagati a Bologna
Bologna, due ex candidati leghisti indagati per falsità ideologica
“Falso su spese elettorali” Indagati due leghisti

martedì 24 aprile 2012

Vuoi aiutarci ad abolire il finanziamento pubblico ai partiti?

Dal Partito Radicale

Dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto le tesorerie di diversi partiti (basti pensare agli “investimenti” della Lega nord in Tanzania e ai milioni di euro fatti sparire dal tesoriere della Margherita, Lusi), la partitocrazia vuole farci ancora credere che il finanziamento pubblico è necessario e garantisce la democrazia, e che, se non ci fosse, la politica finirebbe in mano ai ricchi e ai grandi gruppi industriali. Obama ha già dimostrato che non è così, finanziando la sua campagna elettorale con una valanga di microdonazioni di importo inferiore a 100 euro e surclassando i repubblicani appoggiati dalle grandi lobby.

La verità è che i partiti vogliono continuare a pescare indisturbati denaro dalle tasche dei cittadini per pagare i loro apparati anzichè cercare il consenso, e quindi le sottoscrizioni, dei simpatizzanti.

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