C’eravamo tanto amati… Oggi, 28 marzo, l’Unità scrive in prima pagina che “Un inedito asse tra Grillo e Berlusconi sembra sbarrare al tentativo di Bersani: il vaffanculo del comico si unisce ai veti del Cavaliere e insieme rischiano di mandare all’aria l’impegno per un governo di cambiamento”.
Ieri pomeriggio Grillo aveva attaccato sul suo blog “Quei padri che rifiutano ogni addebito del disastro nazionale… e continuano a raccontarci la favola che affidandosi a loro, alla loro esperienza e capacità e senso dello Stato, si cambierà il Paese. Questo dicono i Padri Puttanieri, quelli che hanno sulle spalle la più grande rapina ai danni delle giovani generazioni. Questi padri che chiagnono e fottono sono i Bersani, i D’Alema, i Berlusconi, i Cicchitto, i Monti che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilità.
Enrico Mentana: “perchè non si prende atto che nessuno di questi tre vuole e può governare con gli altri due, ma senza non può farlo”
Mentana “vede” Prodi al Quirinale, Mauro(SC) al Senato,Franceschini alla Camera e Cancellieri a Palazzo Chigi
Così il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana su Twitter:
Nei palazzi i piu gettonati sono Prodi al Quirinale, Mauro(SC) al Senato,Franceschini alla Camera e Cancellieri (aspettando Renzi) a P.Chigi
Enrico Mentana spiega la sua posizione sul Voto
Per amor di verità, ho spiegato già 4 anni fa la mia posizione sul voto, che resta immutata, ha le sue radici e non vuol essere di esempio per nessuno. Eccola:
“Ma tu, Mentana, con chi stai?”. Quante volte me l’hanno chiesto: la gente normale per curiosità, i vari politici, grandi e piccoli, guardandomi con sospetto o con ironia (e un epiteto volgare pronto: questo vuol fare il paraculo). C’è da capirli. La febbre politica, la voglia di schierarsi non è certo un fenomeno di data recente. Ci sono stati anni in cui con fierezza una mole imponente di italiani andava a votare per il partito del cuore. Erano i tempi dei comizi davanti a piazze gremite, dei leader impegnati sul podio dei congressi o nelle aule parlamentari in veri e propri tornei oratori.
Mentana parla di discoccupazione giovanile
Disoccupazione giovanile al 37,1%, dice oggi l’Istat: il massimo da almeno vent’anni. E’ la conferma di un problema strutturale del nostro paese. Eppure l’argomento, in campagna elettorale, risulta “non pervenuto”. E così, alla domanda “ma per un giovane per chi è meglio votare alle elezioni?” rispondo così: per quel che ho visto e sentito finora nessun partito, nessun movimento, nessuna lista ha sviluppato idee o proposte mirate per i giovani che possano davvero invertire almeno in parte la tendenza. Intendiamoci, nel programma del Movimento 5 stelle, nell’agenda Monti e delle proposte del Pd ci sono punti che riguardano le nuove generazioni.
Lucia Annunziata: “Ferrara, lei è un perfetto cretino”
Pd al 28%, M5s 17.7% in calo Idv e Sel
Sond. Emg
TgLa7
Questi risultati del sondaggio settimanale realizzato per il tg di la7 diretto da Enrico Mentana.
Il partito democratico al 28% si conferma nettamente il primo partito, davanti al m5s stabile e staccando il Pdl di pià di 11 punti percentuali.
Da notare invece il calo dell’Italia dei Valori al 4,1% che risente del caso Maruccio in Regione Lazio
Pd 28,1%
Pdl 16,8%
Lega Nord 6,2%
Sallusti: “Farina è uno stronzo”
L’ormai ex direttore responsabile del Giornale Alessandro Sallusti affronta in un’intervista a Vanity Fair - in uscita mercoledì 3 ottobre – il caso che l’ha portato al centro della cronaca: la conferma della Cassazione della condanna a 14 mesi di carcere per un articolo pubblicato quando dirigeva Libero.
“Nel 2008, quando ero direttore di Libero e lui direttore editoriale (parla di Feltri), gli editori Angelucci gli chiesero la mia testa e Vittorio gliela diede”. Mentre su Farina: “Difendo le mie scelte: un direttore che svela chi si cela dietro uno pseudonimo, anche se lo fa per salvarsi, non avrà più la fiducia e la stima della redazione”. Aggiunge: “Farina è uno stronzo a prescindere da quello che ha scritto. È una vita che sono perseguitato dal doppiogiochismo di Renato. Lui aveva il dovere di avvisare il suo direttore che collaborava con i servizi segreti – giustamente – per salvare le vite degli ostaggi in Iraq. Mi ha mentito prima e dopo.”.


