Bindi: “Non mi piacciono gli ultimatum e le minacce. Il nostro progetto è il Nuovo Ulivo”
“Non mi piacciono gli ultimatum. E le minacce. Il Pd ha un progetto che Bersani ha chiamato il nuovo Ulivo: un’alleanza dai confini molto larghi. Per tenere insieme il centrosinistra, con tutte le sue forze, ma che punti anche a coinvolgere i moderati, le forze di centro, quelle che dopo aver staccato la spina a Berlusconi appoggiano il governo Monti per portare in sicurezza i conti dello Stato disastrati dalla stagione del centrodestra».
Sgarbi: “L’Emilia saprà reagire, non come l’Abruzzo che si piange addosso”
(Adnkronos) – “In Abruzzo stanno fermi a pensare che lo Stato sia inetto, senza reagire”. Se il terremoto che ha colpito l’Emilia avesse fatto tremare “il Molise, l’Abruzzo o altre Regioni del Sud Italia, allora la tragedia sarebbe doppia”. Lo dice all’Adnkronos Vittorio Sgarbi, critico d’arte ed ex sindaco di Salemi.
Sgarbi a Ferrara e’ nato e la notte scorsa ha mancato il terremoto di un soffio. “Sono passato a Ferrara verso le 2 – racconta – ero incerto se fermarmi o proseguire fino a Gorizia. Poi ho deciso di partire”. Ma se adesso l’Emilia fa i conti con crolli, morti e feriti, “l’aspetto positivo e’ che, come nel Friuli, la ricostruzione sara’ rapida, mentre nel meridione sarebbe stata una catastrofe”. E questo perche’ “gli emiliani non staranno certo con le mani in mano, mentre in Abruzzo, all’Aquila – attacca – si vive d’inerzia, tutto e’ fermo come all’inizio, si aspetta solo che lo Stato faccia qualcosa e intanto ci si piange addosso”.
Idv, 200mila firme per no soldi partiti
Oggi passiamo dalle parole ai fatti. Mettiamo il Parlamento di fronte alle proprie responsabilita’. In un momento in cui tutti chiedono ai cittadini di fare sacrifici perche’ mancano i soldi e perche’ non si riesce a far quadrare i conti dello Stato, i partiti devono cominciare da se stessi”. E’ quanto afferma il leader Idv Antonio Di Pietro consegnando alla Camera le 200mila firme raccolte per promuovere la legge popolare contro il finanziamento pubblico dei partiti.
Ansa
Casini: “Grillo? Meglio dentro che fuori dal parlamento”
”Grillo? meglio dentro che fuori il Parlamento, cosi’ passa dalle chiacchiere ai fatti e fa i conti con la realta”’. Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, commenta cosi’ l’attivismo del leader del Movimento 5 Stelle. ”Del resto – continua Casini in Transatlantico – e’ capitato ad altri movimenti politici: sono arrivati pieni di aspettative e poi hanno fatto i conti la realta’ dei fatti. Una realta’ che se riuscira’ a migliorare … tanto meglio”.
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/casini-beppe-grillo-parlamento-1208223/
Lega: Calderoli, casa al Gianicolo usata come ufficio politico
Una “casa-ufficio intestata alla Lega”, un “luogo riservato dove trattare, anche con l’opposizione”. Cosi’, Roberto Calderoli, in una intervista al Corriere della Sera, torna sulla vicenda della casa al Gianicolo per la quale l’ex ministro e’ al centro della polemica. Ma e’ “un problema che non esiste”, aggiunge Calderoli, sostenendo come su questo concordi anche Maroni. “E poi -insiste Calderoli- il mio ministero era senza portafoglio, non avevo l’alloggio come altri. Sono stato ministro con piu’ deleghe, altri parlamentari potevano stare a Roma solo due giorni. Come coordinatore non ho mai percepito indennita’. Io alla Lega ho dato nel tempo 700mila euro. Ma mi pare assurdo fare questi conti…”.
Lega: firme Mauro e Stiffoni su carte diamanti per 300mila euro
Le firme dei senatori leghisti Rosy Mauro e Piergiorgio Stiffoni compaiono sui certificati di consegna relativi a diamanti per un valore di 300mila euro.
E’ quanto emerge dalle carte dell’inchiesta sui fondi elettorali della Lega Nord.
Stiffoni e Mauro avrebbero aperto due conti lo scorso gennaio, attraverso i quali avrebbero acquistato i diamanti con una società di intermediazione.
Resta da capire se per l’acquisto sia stato impiegato denaro personale o di altra provenienza.
Giuliano Ferrara difende Renzo e Umberto Bossi: “Nessuno infanghi la canottiera che cambiò il Paese”
Non me ne importa delle lauree dei famigli, delle macchine sgargianti e rombanti, del giro della Rosi (che naturalmente deve lasciare la carica senatoriale seduta stante), della moglie arpia, dei poteva o non poteva non sapere a proposito di un uomo che è stato grande nella salute e grandioso nella malattia.
Chi getta fango su Bossi parla in perfetta malafede: è stato fra i pochi a lavorare per risolvere davvero i problemi degli italiani. Prima di Bossi il nord di questo Paese non esisteva, né civilmente né politicamente. Bossi nasce da una costola della sinistra, come disse una volta D’Alema. Forse. Nasce certamente da una costola del mio Paese, e chi oggi getta palate di infamia su di lui e sulla sua parabola non si rende conto di quello che dice o lo dice in perfetta malafede.
Padre debole e sentimentale? Chissenefrega. Marito birbaccione rientrato e rinchiuso nell’ovile del coniugio nel momento disperato della menomazione da malattia? Chissenefrega. Non sapeva far di conto sui nostri soldi, affidati a improbabili suoi tesorieri senza che fossero fissate regole sicure di controllo e certificazione? Chissenefrega. Se è per questo, anche il dignitoso e non ladro Rutelli di conti se ne intendeva a quanto pare pochino, e i Lusi di tutti i partiti, tutti, sono per legge le persone più libere di peccare e incasinare i conti che ci siano al mondo.
Se chi gli sputa addosso adesso, brutti maramaldi che non sono altro, avesse fatto un centesimo di quello che ha fatto Bossi per cercare soluzioni ai problemi veri italiani, avrebbe il diritto di parlare. Chi ha il diritto di parlare?
Così Giuliano Ferrara difende i Bossi, leggi l’articolo completo su Il Giornale 08 aprile 2012
Bossi: «Io adesso devo stare lontano, non posso fare altro, devo fare un passo indietro», «Hanno tirato dentro i miei figli in questa cosa tremenda».
«Io adesso devo stare lontano, non posso fare altro, devo fare un passo indietro», ha detto all’Ansa. «Hanno tirato dentro i miei figli in questa cosa tremenda».
«L’unica cosa che posso fare adesso è cercare di tenere unito tutto, tenere unita la Lega, evitare che ci siano scontri tra i dirigenti. Li aiuto un po’, faccio quello che posso».
A chi gli ha chiesto se stia lavorando a fare pulizia interna dopo la bufera giudiziaria, ha risposto stizzito: «Pulizia nei conti della Lega? È già in atto la pulizia, e c’è già chi la deve fare».
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/04/03/visualizza_new.html_160593045.html

