Da mesi, tutto quello che succede nella Lega viene interpretato in chiave simbolica. Capita così anche per l’incontro di ieri pomeriggio, nella sede federale del Carroccio, tra Umberto Bossi e Roberto Maroni: il primo vero colloquio dal giorno dell’avviso di garanzia consegnato al Senatur proprio in via Bellerio. Il primo faccia a faccia programmato dopo la pubblicazione di quelle carte che hanno svelato l’ulteriore coinvolgimento dei due figli del leader, accusati di appropriazione indebita: intercettazioni, movimenti bancari, testimonianze, rendiconti sui pagamenti di autonoleggi, meccanici, rate universitarie.
