Laura Boldrini “Dalla data del mio insediamento alla Camera dei Deputati sono stati tagliati 500.000 euro al giorno”
I 20 punti di Grillo per uscire dal buio nella sua lettera gli italiani
Inizia così la lettera agli italiani di Beppe Grillo pubblicata sul suo Blog
“”L’Italia deve diventare una comunità, nessuno deve essere lasciato indietro. E’ intollerabile, inumano, vedere le file di esodati, sfrattati, disoccupati alle mense della Caritas mentre chi ha sprofondato il Paese nella miseria si muove con la scorta, l’auto blu, senza alcuna preoccupazione economica. I partiti sono i primi responsabili di questa situazione, hanno occupato lo Stato, lo hanno svenduto, spolpato da dentro.”
E ancora:
Scilipoti: “Se Di Pietro mi chiama sono pronto a tornare”
9 novembre 2012
Domenico Scilipoti è pronto a tornare alla Camera nel 2013 appoggiando l’Idv ma non a tornare nel partito con il quale pure era stato eletto. Non è chiaro, a sentirlo parlare, come intende tornare alla Camera, soprattutto con quale formazione: ”No, nel partito non tornerei mai, ma se all’Idv servisse la mia presenza per continuare a rappresentare gli italiani nella Camera dei deputati io potrei essere disponibile da esterno a far parte del gruppo, anche non condividendo alcune loro battaglie. Però devono capire che i parlamentari non sono numeri, ma idee”.
Gerardo Bianco “E’ dura andare avanti con 4mila euro di pensione, per chi ha dedicato la vita alla politica è umiliante”
«Con quel poco che ci danno come vitalizio, per gente che ha 80 anni e magari è malata, ha difficoltà a muoversi, e deve andare avanti con 4mila euro di pensione.
Molti di noi non riescono a campare, e a Roma non ci vengono neppure più» dice con amarezza Gerardo Bianco, ex ministro e presidente dell’«Associazione ex parlamentari», con 1600 associati su 2700 ex deputati e senatori complessivi, vivi e vegeti malgrado le ristrettezze. «Chi come me ha fatto più di 4 legislature arriva a 5.500 euro, ma altri prendono anche meno, la maggioranza è sui 4mila.
Camera dei deputati, i deputati con più anni di “servizio”, La Malfa 38, Tassone 34, Colucci 33, Fini e Casini 29
CAMERA DEI DEPUTATI
On. LA MALFA Giorgio (Misto) 38 anni e 55 giorni
On. TASSONE Mario (UDC) 34 anni e 14 giorni
On. COLUCCI Francesco (PdL) 33 anni e 34 giorni
On. FINI Gianfranco (FLI) 29 anni e 32 giorni
On. CASINI Pier Ferdinando (UDC) 29 anni e 32 giorni
On. TURCO Livia (PD) 25 anni e 42 giorni
On. DELFINO Teresio (UDC) 25 anni e 42 giorni
On. CALDERISI Giuseppe (PdL) 24 anni e 94 giorni
On. MANNINO Calogero (Misto) 24 anni e 25 giorni
On. D’ALEMA Massimo (PD) 23 anni e 125 giorni
On. BOSSI Umberto (Lega) 21 anni e 124 giorni
On. VITO Elio (PdL) 20 anni e 111 giorni
On. MARONI Roberto (Lega) 20 anni e 111 giorni
On. LA RUSSA Ignazio (PdL) 20 anni e 111 giorni
On. CICCHITTO Fabrizio (PdL) 20 anni e 72 giorni
On. PATARINO Carmine Santo (FLI) 20 anni e 21 giorni
On. ZELLER Karl (Misto) 18 anni e 120 giorni
La lista dei i 161 “onorevoli” che hanno cambiato casacca durante la legislatura
Dalle elezioni del 2008 a oggi sono infatti ben 161 i parlamentari che dopo il voto hanno cambiato gruppo almeno una volta. Ma buona parte di loro ha compiuto il viaggio a più riprese
Elenco dei parlamentari che hanno cambiato gruppo (o si sono iscritti a un gruppo diverso da quello del partito con il quale erano stati eletti) alla Camera dei deputati:
1. ANGELI Giuseppe: eletto nel Pdl, passato a Fli, tornato nel Pdl
2. ANTONIONE Roberto: Pdl, Misto, Pli 3. BACCINI Mario: Misto, Misto-Repubblicani regionalisti popolari, Pdl (eletto con l’Udc)
4. BARBARESCHI Luca Giorgio: Pdl, Fli, Misto
5. BARBARO Claudio: Pdl, Fli
6. BELCASTRO Elio Vittorio: Misto-Mpa, Misto-Noi Sud/Popolo e territorio, Misto, Misto-Noi Sud
7. BELLOTTI Luca: Pdl, Fli, Pdl
8. BINETTI Paola: Pd, Udc
9. BOCCHINO Italo: Pdl, Fli
10. BONCIANI Alessio: Pdl, Udc
11. BONGIORNO Giulia: Pdl, Fli
12. BRIGUGLIO Carmelo: Pdl, Fli
13. BUONFIGLIO Antonio: Pdl, Fli, Misto, Misto-Fareitalia
14. CALEARO CIMAN Massimo: Pd, Misto, Misto-Api, Misto, Misto-Popolo e Territorio
15. CALGARO Marco: Pd, Misto, Misto-Api, Udc
16. CAMBURSANO Renato: Idv, Misto 17. CARLUCCI Gabriella: Pdl, Udc
18. CARRA Enzo: Pd, Udc
19. CATONE Giampiero: Pdl, Fli, Misto, Popolo e territorio
20. CESARIO Bruno: Pd, Misto, Misto-Api, Misto, Misto-Popolo e territorio
21. CONSOLO Giuseppe: Pdl, Fli
22. CONTE Giorgio: Pdl, Fli
23. COSENZA Giulia: Pdl, Fli, Pdl
24. CRAXI Stefania Gabriella Anastasia: Pdl, Misto
25. D’ANNA Vincenzo: Pdl, Popolo e Territorio
26. DELLA VEDOVA Benedetto: Pdl, Fli
27. DI BIAGIO Aldo: Pdl, Fli
28. D’IPPOLITO VITALE Ida: Pdl, Udc 29. DIVELLA Francesco: Pdl, Fli
30. DRAGO Giuseppe: Udc, Misto, Misto-Noi Sud
Il vicepresidente della Camera: “Sì, ho 4 segretarie. E allora? Ho tanto lavoro, non bastano neanche”
Antonio Leone, del PdL, vicepresidente della Camera dei Deputati. ieri sera alla Zanzara su Radio24 si è lasciato “andare” ad alcune affermazioni di troppo. Prima ha elencato tutti i benefici da vicepresidente:
“Come vicepresidente della Camera oltre allo stipendio ho circa tremila euro netti in più, un plafond di quasi 13 mila euro l’anno per le spese di rappresentanza. Poi abbiamo un parco autovetture che è a disposizione della presidenza, una ventina di macchine. Per il telefono c’è un rimborso spese mentre per la segreteria ho 4 persone. Va bene così, è giusto pagarmi di più. Io rispetto a tutti i deputati devo sempre essere reperibile, mentre gli altri possono stare tre giorni e andare a casa. Sono a disposizione della Camera per un numero illimitato di ore”
E poi il ritornello che in tanti ripetono: “con la politica ci ho rimesso, prima guadagnavo di più”. Eccolo nella versione Leone:
“Prima di arrivare in parlamento facevo solo l’avvocato poi mi è preso lo sghiribizzo della politica, quando andrò via dal Parlamento prenderò le mie dichiarazioni dei redditi, l’ultima e la prima e poi vedremo quanto ci ho rimesso”
Poi Leone attacca Gian Antonio Stella, giornalista anti-casta del Corriere:
“Stella è un ossessionato dalla casta ci ha fatto il business, mi dicono che ha comprato una bellissima villa veneta con queste indagini. L’ha comprato facendo libri contro la Casta, parlando male dei politici, perchè io non dovrei guadagnare se faccio un servizio, non ho mica rubato”
Calearo: “Dall’inizio dell’anno alla Camera dei Deputati ci sono andato solo tre volte …Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato … sono 12mila euro al mese di mutuo”
Calearo a la Zanzara, Radio 24: “Dall’inizio dell’anno alla Camera dei Deputati ci sono andato solo tre volte … rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premere un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più
Costituzione Italiana: DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
I
Con l’entrata in vigore della Costituzione il Capo provvisorio dello Stato esercita le attribuzioni di Presidente della Repubblica e ne assume il titolo.
II
Se alla data della elezione del Presidente della Repubblica non sono costituiti tutti i Consigli regionali, partecipano alla elezione soltanto i componenti delle due Camere.
III
Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i deputati dell’Assemblea Costituente che posseggono i requisiti di legge per essere senatori e che:
sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative;
hanno fatto parte del disciolto Senato;
hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quella all’Assemblea Costituente;
sono stati dichiarati decaduti nella seduta della Camera dei deputati del 9 novembre 1926;
hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in seguito a condanna del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato.
Sono nominati altresì senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i membri del disciolto Senato che hanno fatto parte della Consulta Nazionale.
Al diritto di essere nominati senatori si può rinunciare prima della firma del decreto di nomina. L’accettazione della candidatura alle elezioni politiche implica rinuncia al diritto di nomina a senatore.
