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sabato 1 giugno 2013

Bersani: “Una smacchiatina a Berlusconi l’abbiamo data”

martedì 30 aprile 2013

Alessandra Moretti “Bersani da giovane somigliava a Cary Grant”

25-10-2012 La Zanzara

Alessandra Moretti, la bella portavoce di Pierluigi Bersani per le Primarie a La Zanzara, su Radio 24, sul curriculim del segretario del Pd. I conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo le hanno infatti chiesto quante volte Bersani sia stato ministro. “Due volte  dell’Industria con Prodi e poi nel 2001 dei Trasporti”.

sabato 20 aprile 2013

#TuttiaRoma Beppe Grillo: “E’ in atto un colpo di Stato”

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venerdì 19 aprile 2013

Travaglio al Pd: “O siete coglioni o siete complici”

Marco Travaglio, nel suo editoriale di oggi sul Fatto Quotidiano:

Sedici domande a Bersani e compagni che da vent’anni prendono in giro gli elettori

Perciò le domande da porre al Pd sono altre. Perché nel ’94 avete “garantito a B. e Letta che non gli sarebbero state toccate le televisioni” (Violan – te dixit)? Perché per cinque legislature avete sempre votato per l’eleggibilità di B., ineleggibile in base alla legge 361/1957? Perché nel ’96 D’Alema andò a Mediaset a definirla “una grande risorsa del Paese”? Perché nel ’96 avete resuscitato lo sconfitto B. promuovendolo a padre costituente per riformare la Costituzione e la giustizia? Perché nel 1996-2001 e nel 2006-2008 non avete fatto la legge sul conflitto d’interessi? Perché avete demonizzato i Girotondi, accusandoli di fare il gioco di B.? Perché non avete spento Rete4, priva di concessione, passando le frequenze a Europa7 che la concessione l’aveva vinta?

giovedì 18 aprile 2013

Scanzi “Bersani, sempre più sicario tragicomico del Pd, si conferma strepitoso a perdere tutto ciò che si può perdere”

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giovedì 4 aprile 2013

E per i bersaniani “Renzi è uguale a Berlusconi”

“Decidetevi, sono passati più di 40 giorni dalle elezioni. Quando si è votato ancora non c’era la sede vacante in Vaticano. Persino la chiesa che non è un modello di speditezza è riuscita a organizzarsi velocemente. Con il sistema politico che abbiamo non abbiamo ancora capito chi ha vinto o perso le elezioni”.

Queste le parole di Matteo Renzi,  dopo le parole pronunciate con cui ha attaccato frontalmente la strategia del segretario Pier Luigi Bersani e aggiunto: ora governo con il Pdl o al voto.

Le dichiarazioni del sindaco di Firenze scatenano però subito la reazione dei bersaniani:

mercoledì 27 marzo 2013

Grillo: “Bersani, Berlusconi e Monti sono tre padri puttanieri, ci prendono per il culo, li manderemo a casa in un modo o nell’altro”

Hanno governato a turno per vent’anni, hanno curato i loro interessi, smembrato il tessuto industriale, tagliato lo Stato sociale, distrutto l’innovazione e la ricerca. Pdl e pdmenoelle sono vent’anni che ci prendono per il culo e non hanno ancora il pudore di togliersi in modo spontaneo dai coglioni dopo Penati, Tedesco, Dell’Utri, Cuffaro, Monte Paschi di Siena, dopo il Lodo Alfano, lo Scudo Fiscale e cento leggi abominio. Vent’anni senza riuscire a produrre una legge contro la corruzione e contro il conflitto di interessi, vent’anni per trasformare la legge elettorale in una caricatura anticostituzionale, senza mai trovare il tempo (ah, il tempo…) per cambiarla:
http://goo.gl/INtNm

lunedì 25 marzo 2013

Flores D’Arcais: “Piazza piena per Berlusconi? Anche Hitler le riempiva”

Paolo Flores D’Arcais, direttore di Micromega ai microfoni di Tgcom24 :

C’era anche un altro giustizialista Doc come Antonio Ingroia, insieme a chi ha manifestato per chiedere a Bersani di portare avanti la legge sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. “Questa volta c’è un Parlamento con la giunta delle elezioni e con il M5S si possono cambiare le cose. Se il Pd sceglierà al legge piuttosto che l’inciucio, Berlusconi uscirà dal Parlamento. Se una legge è stata calpestata per 19 anni non è giusto continuare a calpestarla.

lunedì 11 marzo 2013

#BersaniFirmaQui, Il M5S rinuncia ai rimborsi elettorali (42.782.512,50 di €) e invita Bersani a fare altrettanto

Beppe Grillo sfida Pierluigi Bersani sui tema dei rimborsi elettorali invitandolo a rinunciare

Il MoVimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum. Il M5S li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative. Le spese per la campagna elettorale sono state integralmente sostenute grazie ai contributi volontari raccolti e verranno comunque rendicontate. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramite i propri eletti, svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenuti all’Erario….

mercoledì 6 marzo 2013

#DirezionePD, Gli 8 punti di Bersani per un governo di cambiamento

Otto punti per un governo di cambiamento_Partito Democratico_20130306_120053Proposta del Segretario alla Direzione del Partito Democratico per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento

1) Fuori dalla gabbia dell’austerità.
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell’eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L’avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L’aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L’immediata emergenza sta nell’economia reale e nell’occupazione.

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