
“Esprimiamo la nostra piena solidarieta’ a Mara Carfagna ma cogliamo l’occasione per sottolineare che i meccanismi messi in moto da Grillo e da altri possono portare a conseguenze imprevedibili”. Cosi’ in una nota Fabrizio Cicchitto

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“Esprimiamo la nostra piena solidarieta’ a Mara Carfagna ma cogliamo l’occasione per sottolineare che i meccanismi messi in moto da Grillo e da altri possono portare a conseguenze imprevedibili”. Cosi’ in una nota Fabrizio Cicchitto

Mara Carfagna, Pdl:
“Il solito piccolo gruppo di magistrati fuori controllo, che invece di perseguire i reati insegue obiettivi politici, ci sta riprovando. Evidentemente qualcuno non si arrende al risultato elettorale che ha resistito alle continue intrusioni indebite, alla diffamazione, allo stillicidio delle intercettazioni e dei teoremi rivelati alla stampa, ed ora punta direttamente a sovvertire quel risultato, quasi a scrivere il calendario delle Consultazioni tra i partiti e con il Capo dello Stato.
Gabriella Buontempo, ex moglie di Italo Bocchino,.
Fu la collega Alessandra Mussolini, già nel 2010, in pieno emiciclo di Montecitorio, a fotografare col cellulare Bocchino e la Carfagna intenti a parlare fitto fitto (scatto per cui fu bollata come «vaiassa », ovvero donna dei bassifondi, dall’offesa Mara).
Mara Carfagna, deputata del Pdl ed ex ministro per le Pari Opportunità del governo Berlusconi, cerca di attutire il colpo subito alle elezioni amministrative facendo tesoro della sonora lezione impartita dagli elettori. Gli uomini di Berlusconi attribuiscono la causa della debacle al sostegno offerto al Governo Monti e al fatto di essere scesi in capo senza alleati: “Il Pdl non ha nulla da rimproverarsi– ha dichiarato Mara Carfagna sul suo blog -: ha affrontato questa sfida esprimendo candidati competitivi, coraggiosi, e pagando lo scoramento dei suoi elettori delusi dalle dimissioni del governo Berlusconi. L’arretramento generale di tutti i partiti che compongono la maggioranza di Mario Monti, il balzo in avanti degli “outsider”, dimostrano che è necessario sterzare le politiche pubbliche sulla crescita, abbandonare il rigorismo, bocciato nelle urne anche in Francia e in Grecia”.