Una ventina di consiglieri dell’opposizione alla Regione Lombardia, tra cui esponenti del Pd e dell’Idv, sono indagati per peculato nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio.
‘Ndrangheta, arrestati 2 consiglieri provinciali del Pd
Due consiglieri della Provincia di Cosenza sono stati arrestati: Umberto Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo, entrambi del Partito Democratico sono stati arrestati nell’ambito delle indagini condotte dai carabinieri di Cosenza e dalla Dia di Catanzaro, nell’operazione denominata Terminator.
I due sono accusati di ingerenza clientelare nella gestione di una società di servizi del Comune di Rende con un boss della ‘ndrangheta. L’operazione è stata condotta da Dia e carabinieri. Per i due esponenti del Partito democratico, sono stati disposti gli arresti domiciliari.
I fatti si riferiscono alle elezioni provinciali del 2009. Un terzo provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere al presunto boss della ‘ndrangheta di Cosenza, Michele Di Puppo.
Il portavoce di Zingaretti e un amico: “Chelsea-Juve? Speriamo nell’incidente aereo…sopra Formello”
Il portavoce di Nicola Zingaretti, Andrea Cappelli, in arte Kappand (il nickname del portavoce su Twitter), si è “limitato” ad un solo scambio di battute con un suo amico, Franco Pasqualetti.
Il 19 settembre scorso, dopo la partita tra Juventus e Chelsea, Kappand, tifoso romanista dichiarato, scrive sul social network: “C’è rimasto da sperà nell’incidente aereo” riferendosi al viaggio di rientro dei bianconeri. Subito dopo il suo amico Franco Pasqualetti rincara la dose: “Magari sopra Formello”. E Kappand di nuovo: “Magara”.
10 ottobre 2008 Cofferati: “Il problema non è Bruxelles e nemmeno Roma: se andassi, potreste dire che sono un ciarlatano” – Giugno 2009 eletto parlamentare europeo
10 ottobre 2008
Edesso? Farà l’eurodeputato e invierà cartoline da Bruxelles? «Il problema non è Bruxelles e nemmeno Roma: se andassi, potreste dire che sono un ciarlatano». Cofferati naturalmente finirà il suo mandato e si mette «a disposizione del partito per qualunque attività compatibile con quella di padre». Solo una volta il sindaco di Bologna perde l’ aplomb, quando gli chiedono se non sente il dovere di chiedere scusa ai bolognesi. «E di che cosa? – ribatte ad una cronista – io ho onorato gli impegni con gli elettori. Resterò fino alla fine la mia non è una resa, né una fuga. E’ lei piuttosto che dovrebbe chiedere scusa a me».
Segretaria di Bersani indagata per truffa
Zoia Veronesi, storica segretaria di Pier Luigi Bersani, e’ indagata alla Procura di Bologna per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna. A mettere in moto l’inchiesta fu nel 2010 un esposto del deputato Enzo Raisi, in cui si ipotizzava la creazione di un incarico appositamente per lei da parte della Regione per cui lavorava (da tempo e’ dipendente del Pd), che le consentisse di continuare a seguire a Roma l’attivita’ del segretario Pd ed ex presidente della Regione.
Mian, azionista di riferimento dell’Unità: «Le quote dell’Unità? Le ho comprate con soldi rientrati in Italia con un regolare e legale scudo fiscale»
Maurizio Mian editore dell’Unità, milionario in vacanza a Miami che inneggia alla promiscuità per raggiungere la felicità.
«Le quote dell’Unità? Le ho comprate con soldi rientrati in Italia con un regolare e legale scudo fiscale, che appartengono al mio cane, Gunther V».
Parola di Maurizio Mian, erede di una dinastia di imprenditori farmaceutici.
Cosa che Mian ha riaffermato anche ieri ospite in collegamento telefonico a Radio 24 a la trasmissione La Zanzara.
Si parla di un fondo di 200 milioni di euro di cui il cane, Gunther, era intestatario, che stavano nel Lichtenstein.
«Sì, un tempo erano nel Lichtenstein e alle Bahamas (io stesso ero residente alle Bahamas). Ma poi mia madre ha rimpatriato tutto, tutti i soldi con lo scudo. E anch’io ho preso la residenza in Italia».
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Arrestato consigliere comunale del Pd per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La famiglia: “Diversamente da quanto diffuso non è in carcere, non spacciava stupefacenti, né ha fatto del male a nessuno”
Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Questa l’accusa che è costata gli arresti domiciliari a Leonardo Simoni, consigliere comunale (Pd) e presidente della Commissione bilancio del Comune di Montevarchi.
Scrive la famiglia del consigliere: “Leonardo è a casa. Diversamente da quanto diffuso non è in carcere, non spacciava stupefacenti, né ha fatto del male a nessuno. Diversamente da quanto riferisce la cronaca quotidiana riguardo ad altri esponenti politici, Leonardo non si è dimesso da tutti i suoi incarichi e responsabilità per aver recato danno alla comunità, ma per problemi personali. Le indagini sono in corso. Siamo fiduciosi che la magistratura, quando le indagini saranno concluse, saprà accertare la verità.
Il sindaco di Pompei (Pd) parcheggia in posto riservato ai disabili, nessuna multa
Altro episodio di mala “educazione-stradale” da parte di un esponente del mondo poltico che dovrebbe al contrario dare l’esempio proprio per il ruolo che copre di buona educazione civica.
Così dopo Il senatore del Pdl Angelucci lascia la ferrari sulle strisce senza essere multato, il politico del Pdl che parcheggia la Jaguar sul posto del disabile che lo fa multare, e lui per ripicca gli taglia le gomme, del consigliere Idv usava pass della suocera morta, e delle bravate dell’europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni, poteva forse mancare un ennesimo episodio discutibile bipartisan?
Il sindaco di Pompei Claudio D’Alessio del Partito Democratico, si è reso protagonista di un gesto incivile. Ha parcheggiato la sua auto in un posto riservato ai disabili, pur non avendone diritto. In città ben presto, è montata la polemica.
Maria Grazia Laganà condannata a Locri. ”Mi autosospendo dal Pd”
“Reputo doveroso autosospendermi da ogni incarico di partito, dal gruppo parlamentare e anche da iscritta del Partito Democratico”. Lo dichiara in una nota la deputata del Pd Maria Grazia Laganà Fortugno in seguito alla sentenza del tribunale di Locri che l’ha condannata a due anni di reclusione, pena sospesa, per truffa, falso ed abuso ai danni dell’azienda sanitaria di Locri di cui la deputata era stata vicedirettore sanitario.
“Lo faccio per rispetto al Pd – prosegue – lo faccio per evitare qualsiasi speculazione politica ulteriore e lo faccio per avere ampia possibilità di difendere la mia rettitudine e la mia trasparenza professionale ed umana ancor prima che politica”.

