“Ho perso tutto, ho fatto dieci mesi di allenamenti e la condizione era fantastica. Tre settimane di doping mi hanno distrutto. Ho fatto la mia ultima iniezione il 29 luglio. Gli ultimi anni sono stati difficili. Posso dire che ho vinto a Pechino senza doping”. Parole (e lacrime) di Alex Schwazer, trovato positivo all’Epo, al Tg1. “E’ sempre stato difficile essere il fidanzato di… Mi sono informato il piu’ possibile, ho fatto tutto da solo. Mi sono informato tramite internet. Nonfaccio nomi. Bisogna pensare quando una donna nel nuoto va piu’ forte di un uomo”,
“Vengo da due stagioni difficili, vedevo la grande occasione”. Ai mondiali di Daegu, in Corea del Sud, era arrivato nono. Schwazer ha perso la testa lì, probabilmente: “A Daegu – racconta alla Gazzetta dello Sport – i russi mi hanno detto in faccia che loro usano delle cose. Questo pensiero mi girava per la testa, era un tarlo”.
Ho sbagliato, ho distrutto tutto quanto di buono ho fatto in questi anni, tutto cancellato. Non riesco più a guardarmi allo specchio. Avevo paura di non farcela con il solo allenamento”. E ancora: “Mi sono allenato come un matto per tutto l’inverno, ho fatto fatica, ho percorso 10mila chilometri per essere al massimo all’Olimpiade. Poi questa cazzata”. Di più: “Mi sentivo in grande condizione, con il passare dei mesi e allenamento dopo allenamento mi ero reso conto che potevo fare ambedue le gare. Sì, ho rovinato tutto, sono un cretino”.
“Quando atleti, anche nella marcia, non hanno talento e fanno uso del doping questo mi fa incazzare. L’unica scorrettezza nello sport è chi usa sostante dopanti. Ho sempre disprezzato chi si dopa. Bisogna fare sport con la convinti che anche senza doping si vince”. Suona strano, ma fino a due anni fa a parlare così era proprio lui, Schwazer.


