Alex Schwazer, escluso dalle Olimpiadi di Londra 2012 dopo essere stato trovato positivo all’Epo, ha parlato all’Ansa, confermando tutto: “Meglio che non mi chieda come sto, ho sbagliato…”.
“Volevo essere più forte per la 50 km di marcia, ho sbagliato – le parole del marciatore altoatesino, che dopo l’oro di Pechino 2008 andava a caccia del bis ai Giochi, in una gara che andrà in scena a questo punto senza di lui sabato mattina -. Ho fatto tutto da solo e di testa mia, mi assumo tutte le responsabilità per quello che è successo”.
Schwazer, senza neppure aspettare le contronalisi, ha annunciato così tristemente la fine della sua carriera agonistica: “La mia vita nell’atletica è terminata”.
Alex Schwazer ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport sulla vicenda doping.
Schwazer, perché l’ha fatto?
«Perché volevo di più».
Di più cosa?
«Avevo davanti la 20 e la 50 chilometri olimpiche, volevo essere più forte, andare più veloce ».
Abbiamo visto nei mesi scorsi allenamenti straordinari, che cosa stavamo guardando?
«No, ho preso questa disgraziata iniziativa a metà luglio, dopo aver concluso la preparazione a St. Moritz. Quello che ho fatto prima è stato tutto a pane e acqua, ve lo giuro. Vengo da due stagioni difficili, vedevo davanti la grande occasione».
Solo il 4 luglio a St. Moritz lei aveva mostrato una condizione eccezionale, non le bastava?
«Sì, andavo forte, mi sentivo pronto per vincere, ma cercavo qualcosa di più».
Quando ha assunto l’Epo?
«A metà luglio mentre mi allenavo a Oberstdorf».
Chi l’ha aiutata? Un momento di silenzio.
«Non voglio andare in prigione».
Chi le ha iniettato l’eritropoietina?
«Nessuno, l’ho fatto da solo».
Impossibile.
«No, è possibile, l’ho trovata su internet, dove era spiegato anche il modo per iniettarla».


