Adinolfi e le gaffe
Martedì 19 giugno il neodeputato Pd aveva avuto qualche problema con i rigidi comportamenti da adottare all’interno della Camera dei deputati. Adinolfi si era messo a scattare fotografie con il suo tablet al ministro del Lavoro Elsa Fornero mentre stava facendo la sua relazione sui lavoratori esodati. Subito ripreso dai commessi della Camera, il blogger è tornato al suo posto un po’ deluso. Ma prima ancora di prendere possesso del suo seggio Adinolfi aveva fatto parlare di sé perché si era rifiutato di tornare in anticipo da Los Angeles, dove si trovava, perché anticipare la data del ritorno avrebbe fatto lievitare il costo del biglietto aereo.
Ecco quanto spendono i ministeri

I ministeri italiani spendono un miliardo al giorno. In un anno la spesa totale ammonta a 283 miliardi di euro. Sono queste le cifre su cui la spending review del governo di Mario Monti dovrà risparmiare. Tra giugno e dicembre 2012 l’obiettivo è il taglio di 5 miliardi di euro dalla spesa pubblica, e non più 4,2 miliardi. La correzione è stata necessaria dopo i danni dovuti al terremoto in Emilia Romagna. Di questi 3 miliardi arriverebbero dai tagli di spesa del Commissario Enrico Bondi, mentre gli altri 2 da tagli ai ministeri.
Ecco le voci di spesa dei ministeri dal Servizio del bilancio del Senato:
Ministero dell’Economia. Dei 79 miliardi ricevuti ben 1,8 miliardi vanno a Ferrovie, Anas e Enav, mentre 4,3 miliardi vanno all’Inps a copertura del disavanzo fondo pensioni per il personale Fs. Tra le voci di spesa anche 1.1 miliardi alle confesini religiose. Tra i soldi spesi per il funzionamento spiccano l’1,4 miliardi per le attività della Guardia dei Finanza e i 2,6 miliardi per la repressione di frodi e violazioni fiscali.
Ministero dello Sviluppo. Dei 7 miliardi di costo il ministero ne spende 6,6 in spesa in conto capitale. Tra le spese di funzionamento spiccato i 17 milioni di trasferimenti all’Autorità per la concorrenza e i mercati, i 122 milioni trasferimenti all’Ice e i 158 milioni dotazione capitale Enea.
Ministero del Lavoro. Il ministero spende 100 miliardi, di cui 98 in politica sociale, con 300 milioni che vanno al funzionamento degli uffici territoriali.
Sgarbi e il Partito della rivoluzione
«Lo chiamerò partito della rivoluzione. Sarà presentato il 14 luglio a Milano». Così Vittorio Sgarbi, in un’intervista al Giornale, ha annunciato la fondazione di un suo partito spiegando che «Pd e Pdl raccolgono meno voti dei partiti da cui sono nati e hanno denominazioni ridicole, perché siamo tutti democratici e anche liberi».
«IL PDL È MORTO». Parlando del Popolo della Libertà – dicendo che «é morto» – il critico ha aggiunto: «Al Nord lo chiamano ‘il Pdl’, a Sud ‘la’ Pdl: è una creatura nata male».
A destra bisogna creare un riferimento che sia protestatario quanto Grillo e gli impedisca di fare razzia. Ecco la mia rivoluzione: contro strutture obsolete, ridicole, di morti di sonno».
«CON LE LISTE CENTRODESTRA AL 40%». E la vecchia Forza Italia? «Si spacchetta in Forza Italia senior, dove Berlusconi sarà costretto a essere capolista con quelli che da più tempo sono con lui, e prenderebbe il 12% e una Forza Italia junior per fare spazio ai volti nuovi che varrebbero sei. Aggiungiamo altre liste tipo quella di Bertolaso, di Montezemolo e gli animalisti della Brambilla. Io raccolgo quelli arrabbiati che non vogliono stare con nessuno, protestano ma non vanno a sinistra».
«Al 38-40%. A quel punto vinciamo ancora noi, e manca ancora la Lega. Ma bisogna conservare ogni identità scorporata, in modo che ognuno porti a casa quello che gli compete, compresa la mia protesta».
Sgarbi e il Partito della rivoluzione
Vittorio Sgarbi: tra Umberto Bossi e Antonio di Pietro non c’è alcuna differenza
Sgarbi contro Travaglio: “Siamo un grande paese, con un pezzo di merda come te”
Sgarbi: “L’Emilia saprà reagire, non come l’Abruzzo che si piange addosso”
Sgarbi: “Alemanno? Una nullità, un nano malefico, mi fa schifo”
Scilipoti minaccia l’addio a Popolo e Territorio
«È inaccettabile che dopo tutti gli errori commessi dal ministro Elsa Fornero, il gruppo di Popolo e Territorio abbia deciso di continuare a dar fiducia al ministro del Lavoro. Chiederò al capogruppo quali siano le ragioni di questa scelta incomprensibile ed in mancanza di spiegazioni più che valide mi vedrò costretto a lasciare il gruppo di Popolo e Territorio».
Domenico Scilipoti ha rivelato di aver inviato a Moffa una lettera in cui chiede spiegazioni e chiarimenti sulla linea di Popolo e Territorio.
E ha ribadito secco:
«Se non mi dà risposte concrete, io sono pronto ad andar via».
Articoli correlati:
Scilipoti minaccia l’addio a Popolo e Territorio Scilipoti: “I terremoti si possono prevedere” Scilipoti: “Ho fatto l’amore per 15 giorni di fila senza provare l’orgasmo” Scilipoti: Monti scarso in economia Ed ecco a voi Miss Responsabili 2012 Scilipoti non ci sta e replica all’Espresso: “ho il mal di testa da 30 anni, e dormo per l’emicrania” Scilipoti: Ridurre spese si può. mandando a casa professori Domenico Scilipoti a Pontifex risponde alle domande sull’omosessualità: “…non è possibile fare nulla in termini di guarigione…” Domenico Scilipoti: ‘Nel mio Dna c’è qualcosa di Mussolini’ Comunicato stampa Sara Tommasi: Scilipoti mente circa la mia candidatura Nigeria: Scilipoti, governo incompetente, ci rende ridicoli Scilipoti, no candidatura Sara Tommasi Sara Tommasi esperta di Finanza va al convegno di economia organizzato da Domenico Scilipoti, e poi senza mutande in strada a Roma «L’On. Dott. Domenico Scilipoti (MRN) è lieto di invitare la S.V. al convegno “LE ORIGINI DEL SIGNORAGGIO BANCARIO” la dottoressa Sara Tommasi esperta di finanza Offese a Scilipoti e Paniz: chiuso Vajont.info







