Luigi Lusi: «Ho solo eseguito ordini verbali», «Se vado in carcere ho un’idea per essere utile al Paese»

“Tutte le spese sono alla luce del sole. Le mie spese venivano controllate. Io facevo tutto quello che mi era stato chiesto di fare”. Lo dice Luigi Lusi intervenendo nella trasmissione di Maria Latella su Sky.

“C’erano tre organi che controllavano”, afferma il senatore che si dichiara innocente dall’acusa di associazione a delinquere.
“I revisori dei conti avevano in mano di tutto. E’ un po’ difficile dire che ho truccato i conti”, aggiunge. “Perche’ i politici sono contrari a svelare tutti i conti della Margherita?”, si chiede Lusi.

Se il Senato dovesse autorizzarne l’arresto, Luigi Lusi sostiene di avere «un’idea per rendermi utile al Paese». L’ex tesoriere della Margherita, intervistato da Sky Tg24 da Maria Latella, non si sbottona su quello che farà in carcere. «Ne parlerò eventualmente a suo tempo con i magistrati, ma ho un’idea per rendermi utile al Paese».

«Io Ingenuamente mi sono fidato. Rispondo della mia ingenuità di fronte ai giudici e di fronte al Paese. Rutelli risponda a chi deve rispondere». Lo dice a SkyTg 24 Luigi Lusi che attacca il leader dell’Api.«Perché sono contrari alla richiesta di svelare tutti i conti della Margherita? – aggiunge – Io lo ho chiesto, con una richiesta che processualmente non mi farebbe bene. I magistrati han detto di no; ma perché sono contrari i politici? Quale migliore occasione per verificare come le cose sono andate? Perché l’Assemblea di ieri è stata celebrata a porte chiuse inibendomi la partecipazione sospendendomi il giorno prima? Qualcosa non quadra…».

Il mio grande errore? Agire senza ordini scritti. Lusi si sente vittima di un «patto scellerato: aver accettato che io facessi e compissi operazioni finanziarie senza che nulla fosse scritto da qualche parte, ma solo sulla base di un accordo verbale. È stato un errore grande, del quale pagherò le conseguenze, per il quale e mi andrò a difendere nel processo a cui sarò sottoposto».

Un patto fiduciario. «Mi sono assunto tutte le responsabilità di un tesoriere di un partito: ho applicato nei fatti un patto fiduciario che era stato negato da Rutelli, Bocci e Bianco. Ho messo in campo la restituzione degli immobili da aprile, e il fatto che essa venga negata dai responsabili della Margherita fa riflettere. Fa pensare se non accedono al maltolto…».

Gli investimenti fiduciari. Lusi sostiene che «gli investimenti fiduciari, gli immobili di pregio, oggi tornano alla Margherita se qualcuno si decide di andare a firmare dal notaio. Dal 3 aprile aspettiamo inutilmente che qualcuno vada a firmare. Perché? Chiedetelo a loro. Non lo fanno perché pensano che la vicenda si smonti, e appena restituito il maltolto la vicenda assume toni diversi».

E parla del «patto scellerato: aver accettato di compiere operazioni finanziarie senza che fosse scritto da qualche parte, sulla base di un solo accordo verbale. È stato un mio errore grande, del quale pagherò le conseguenze e per il quale andrò a difendermi nel processo». «Nei partiti non c’è un cda con qualcuno che scrive e esegue, ma solo meccanismi di rapporto fiduciario, con ordini dati a voce. Non c’è una spesa dal 3/8/2001 al 2012 che abbia un mandato scritto, a parte una transazione. Su 194 milioni spesi in 11 anni non c’èuna carta scritta. Il tesoriere è uno che esegue ordini verbali. E se non vengono confermati, te li sei inventati tu… È la famosa differenza tra verità storica e verità processuale. La prima è quella dei fatti, la seconda è quella dove i fatti sono documentati. Il patto scellerato è stato esattamente quello di aver accettato da parte mia di compiere operazioni, accettare una sorta di scambio, senza che nulla fosse scritto».

Per Lusi «era tutto alla luce del sole. Tutte le spese sono state tracciate attraversi bonifici ed assegni«. Ma soprattutto, »C’era un collegio dei revisori, un comitato di tesoreria che controllava. Io non ero ‘copertò, ma facevo tutto quello che mi era stato chiesto di fare all’interno di un sistema di relazioni fiduciarie. Ho gestito soldi per 11 anni. Dal 2007 al 2011, sono stati spesi per attività che non conosco».

Il voto del Senato. «Non ci sono gli elementi sul pericolo di fuga e della possibilità di inquinamento delle prove e della reiterazione del reato. Di scritto sulla richiesta del mio arresto c’è solo che io parli con i media, con riferimento al maledetto colloquio privato trasmesso da un bandito su Servizio Pubblico», dice l’ex tesoriere. Lusi rileva che «qualcuno ancora mi è rimasto vicino», anche se non ne fa il nome. E si dice «preoccupato per mia moglie e i miei figli. Se vado in carcere e mia moglie resta ancora ingiustamente agli arresti domiciliari – osserva – sono preoccupato per loro». E si professa «innocente per associazione a delinquere ed illecito traffico di beni».

I CONTI – «Per undici anni ho gestito 214 milioni di euro, all’inizio di gennaio ho lasciato in cassa più di 20 milioni di euro, e non 13 o 14 come sto leggendo da due giorni sui giornali. Ne ho gestiti quindi 194: questi 194, al di là delle lenzuolate che ho visto sbandierare da foto di giornali, sono stati spesi o per attività politica o, negli ultimi anni, dal 2007 al 2011, per attivitá di cui non conosco la portata esatta, ma che mi è stato detto di approvare e autorizzare perchè quello stava all’interno di un patto fiduciario». «Io – aggiunge – ho applicato nei fatti un patto fiduciario che era presente, che è stato negato da Rutelli, Bocci e Bianco che sono i tre reggenti della Margherita. Non c’è una spesa che io abbia sostenuto dal 3 agosto 2001 al 17 gennaio 2012 che abbia un mandato scritto, a parte una transazione di 25 milioni di euro sottoscritta nel giugno 2003 che stornava ai quattro partiti originari della Margherita quella somma. Il tesoriere è uno che esegue degli ordini verbali. Tutte le spese sono state tracciate, c’era un collegio dei revisori dei conti, tre persone espressione di tutte le parti politiche della Margherita, c’era un comitato tesoreria che controllava tutto». «I conti della Margherita – ribadisce Lusi – erano visti da tre soggetti diversi: i revisori dei Conti, il comitato di Tesoreria e da un organo della Camera dei deputati. È un po’ difficile che abbia truccato i conti per undici anni. Perché sono contrari alla mia richiesta di svelare tutti i conti della Margherita? Perché fare un’assemblea federale che approva un bilancio a porte chiuse? Perché inibirmi la partecipazione sospendendomi il giorno prima?».

http://www.corriere.it/politica/12_giugno_17/lusi-intervista-sky_0e41e992-b866-11e1-805f-afc166872c0c.shtml

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/lusi_io_ingenuo_mi_sono_fidato_ho_agito_senza_ordini_scritti/notizie/203075.shtml

3 Responses a “Luigi Lusi: «Ho solo eseguito ordini verbali», «Se vado in carcere ho un’idea per essere utile al Paese»”

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