'Tra 15 giorni mi dimetto da parlamentare e da presidente di un'importante commissione, quella sugli errori sanitari e faro' il sindaco''. Sono parole pronunciate da Leoluca Orlando il 26 aprile scorso. Da quel dì sono passatiquasi 40 giorni e il portavoce Idv è ancora parlamentare. Nella memoria di tutti restano le famose parole pronunciate dall'ex leader della Rete il 1 marzo scorso: ''Orlando il sindaco l'ha già fatto e non lo farà più, come devo dirlo in aramaico?"
“Apprendo che Leoluca Orlando si è indignato perchè la Camera ha iniziato la procedura per sfrattarlo e questo desta veramente sorpresa perchè tale procedura viene avviata quando il parlamentare eletto sindaco non se ne va di sua volontà. E’ quindi un atto dovuto per fare rispettare la legge ovvero una sentenza della Corte costituzionale.
Le dimissioni che Orlando avrebbe inviato non sono valide perchè le demanda ad un suo eventuale giuramento da Sindaco che egli stesso potrebbe rinviare alle calende greche. Anche io sono indignato visto che devo succedergli in Parlamento e il portavoce Idv non sloggia. Questo dal punto di vista puramente legislativo. Per quanto poi riguarda l’aspetto politico della vicenda la sorpresa è doppia in quanto in campagna elettorale Orlando aveva dichiarato che si sarebbe dimesso immediatamente dopo essere divenuto sindaco, cosa che evidentemente non ha fatto essendo dovuta intervenire la Camera a ricordarglielo (ma Orlando, com’è noto, parla solo l’ aramaico).
“Orlando dovrebbe dare il buon esempio come cittadino di una città importante come Palermo e soprattutto, come gli è stato chiesto in questi giorni dalla sorella del giudice Falcone e dal magistrato Ayala, dovrebbe avere almeno il buon gusto di dire due parole sulle sue note insinuazioni riguardo la vicenda del giudice Falcone che fu da lui pubblicamente attaccato e poi saltò in aria qualche tempo dopo. Naturalmente non si può intravedere una diretta relazione di causa ed effetto tra le due cose, ma è del tutto evidente che ci fu un oggettivo indebolimento politico di un uomo delle istituzioni così impegnato ed esposto”.
Quelle riportate sono di Giuseppe Vattinno, primo dei non eletti nelle fila dell’Idv (ma nel frattempo è passato all’Api),
Questa la replica di Orlando:
“Con riferimento alle notizie circa un sollecito che mi sarebbe stato rivolto dalla giunta per le Elezioni della Camera dei Deputati per la incompatibilità fra le cariche di sindaco di Palermo e deputato nazionale, ho già comunicato, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno inviata due giorni dopo il ballottaggio, alla Giunta che mi dimetterò nei termini di legge. Evidentemente la mia lettera non è ancora giunta al Presidente della Giunta, cui ho inviato oggi copia della lettera via fax. Mi sono candidato per fare il sindaco di Palermo, ben sapendo che tale carica non è compatibile con quella di deputato. Sono e sarò il sindaco per i prossimi cinque anni”.
Informazioni da Corriere del Mezzogiorno, Ansa, Lasiciliaweb.it


