5 marzo 2012
Provocato da Klaus Davi, che non manca di porre domande con l’imbeccata esplicita e inopportuna, l’europarlamentare della Lega Mario Borghezio, intervenendo sul sequestro di Rossella Urru, ci va giù pesante: “il volontariato è una moda radica-chic -dice Borghezio- innescata anche da un certo cattocomunismo e dall’ipocrisia di una parte del mondo cattolico che ama flagellarsi sulle colpe dell’occidente. Non si rendono conto che sì, nel terzo mondo l’occidente ha qualche colpa. Ma anche meriti giganteschi”.
Bossi: è stata una settimana di merda, ma non ci uccideranno. Un errore i figli in politica
“Non bene, pero’ non ci uccideranno”: Umberto Bossi ha detto di aver accolto cosi’ l’informazione di garanzia della procura di Milano mercoledi’. Arrivando a una cena con i militanti sul lago Maggiore, il presidente della Lega ha replicato ai giornalisti che e’ stata “una settimana di merda”.
Umberto Bossi è convinto che la bufera giudiziara sulla Lega “passerà” ed esprime il suo assenso all’accordo che ha portato al via libera per la candidatura di Roberto Maroni a segretario federale della Lega. “Io sono d’accordo”, ha detto a margine di una cena con i militanti leghisti a Lesa, sul lago Maggiore. A chi gli ha chiesto se Bossi sarà il presidente federale del Carroccio, il senatùr si è limitato a replicare: “Se mi eleggono”.
Grillo: Donato Bilancia era mio vicino di casa, mia mamma mi diceva, “torna con Donato così sto più tranquilla!”
“Ero ragazzino, abitavamo a Genova, ed il nostro vicino di casa era il killer Donato Bilancia, aveva 3 anni più di me. Quando la sera stavo fuori mia mamma mi diceva, “torna con Donato così sto più tranquilla!” …”
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Grillo non tira indietro la gamba: «Donato Bilancia, il serial killer, era mio vicino di casa— urla — e volete che mi facciano paura queste mezze cartucce di politici?»
Bossi: mollerò solo quando la Padania trionferà
“Non è assolutamente vero che ho intenzione di lasciare”. Lo ha dichiarato Umberto Bossi, commentando gli articoli apparsi oggi su qualche giornale. “E’ la prova provata – ha aggiunto – che piacerebbe al sistema e ai suoi uomini. Io lascerò soltanto quando la Padania trionferà”.
Esplosione davanti a una scuola Brindisi: studentessa morta, 7 feriti
Un ordigno e’ esploso stamani a Brindisi nella zona del tribunale, vicino all’istituto professionale “Francesca Laura Morvillo Falcone”. Una ragazza e’ morta Melissa Bassi, e altri sette giovani sono rimasti ferti tra i quali una ragazza in gravissime condizioni. Lo riferisce l’emittente TeleNorba, secondo cui le condizioni della ragazza, che ha ustioni su tutto il corpo e “uno squarcio all’addome”, sarebbero “disperate”. L’esplosione e’ stata provocata da due ordigni rudimentali, costituiti da due bombole di gas, posizionate su un muro adiacente la scuola. A riferirlo sono fonti investigative, che smentiscono l’ipotesi che la bomba fosse stata piazzata all’interno di un cassonetto.
Rosi Mauro: La Lega è morta. Maroni un eterno secondo
Sky Tg24, ha parlato la vicepresidente del Senato Rosi Mauro, già espulsa dal partito: «A Maroni non credo, perché è un eterno secondo. La Lega Nord è morta perché Bossi ha sbagliato a dimettersi e all’interno del movimento c’è stato un complotto. La Lega non era un bancomat e io non ho preso soldi dal partito». A lei, Maroni risponde: «Non esiste più quella Lega lì che frequentava lei, per fortuna. Rimane e continua la Lega delle origini, sulle cui sorti sono ottimista».
Il video: http://videoplatform.sky.it/player/videoplayer_embed.swf?id=121515&autoplay=false
Bossi, ammissioni sui figli «Autorizzai io alcune spese» Possibile l’espulsione di Renzo Bossi
Da mesi, tutto quello che succede nella Lega viene interpretato in chiave simbolica. Capita così anche per l’incontro di ieri pomeriggio, nella sede federale del Carroccio, tra Umberto Bossi e Roberto Maroni: il primo vero colloquio dal giorno dell’avviso di garanzia consegnato al Senatur proprio in via Bellerio. Il primo faccia a faccia programmato dopo la pubblicazione di quelle carte che hanno svelato l’ulteriore coinvolgimento dei due figli del leader, accusati di appropriazione indebita: intercettazioni, movimenti bancari, testimonianze, rendiconti sui pagamenti di autonoleggi, meccanici, rate universitarie.


