Grillo: “Io credo a Lusi, i tesorieri sono solo esecutori, bisogna risalire ai mandanti”

“Non credo esista un solo deputato, un solo senatore, un solo politico in Italia che non sappia che i tesorieri sono solo esecutori. Ciò, in caso di reato, non li assolve, ma bisognerebbe risalire ai mandanti”.

Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo, che invita a guardare prima che ai tesorieri, a “segretari di partito e istituzioni da sempre mute come il Mosé di Michelangelo”

Il comico attacca poi il sindaco di Firenze Matteo Renzi, da lui definito “l’ebetino pro inceneritori”.

“Lusi si difende attaccando, spiegando che obbediva agli ordini – scrive Beppe Grillo sul suo blog – Non ne ha bisogno”.

“Il tesoriere ha preso il posto del maggiordomo dei romanzi di Agata Christie come colpevole. Di cosa? Di gestire i soldi rubati da altri ai cittadini? In quel caso – sostiene il fondatore del M5S – vanno coinvolti prima i segretari di partito e le Istituzioni da sempre mute come il Mosé di Michelangelo. Non c’é a memoria un presidente di Corte Costituzionale, Corte dei Conti, Consiglio, Repubblica, Senato, Camera negli ultimi vent’anni che abbia denunciato pubblicamente il furto ai danni degli italiani chiamato ‘rimborso elettorale’ e non finanziamento ai partiti. Eppure la truffa era palese e contro la volontà dei cittadini espressa in un referendum”.

“Lusi ha dichiarato di aver dato 70 mila euro a Renzi, che ha smentito. E’, in ogni caso, una non notizia. Non mi risulta esista una legge che regolamenti puntualmente l’uso dei miliardi di ‘rimborsi elettorali’ ricevuti dai partiti. Se fossero stati usati, ad esempio, per la campagna elettorale del sindaco a Firenze, dovrebbe essere perfettamente lecito”, aggiunge.

“Io credo a Lusi – conclude – quando afferma ‘Facevo quello che mi dicevano’, mentre non gli credo assolutamente quando afferma ‘Posso far crollare il centrosinistra’, il Pdmenoelle non ha bisogno di alcun aiuto per crollare. A quello ci pensa Renzi, l’ebetino pro inceneritori, un nomignolo affettuoso, ripreso da Gianni Brera che lo affibbiò a Giancarlo Antognoni per distinguerlo da Gianni Rivera (‘l’abatino’). L’ebetino mi ha accostato a Savonarola. La parte di Savonarola la lascio volentieri a Renzi, soprattutto quella finale” (Savonarola fu impiccato e bruciato sul rogo, ndr).

“L’ex presidente della Provincia di Firenze (ma non le vuole abolire?) del lontano 2004 appartiene a un partito che i soldi dei rimborsi elettorali li ha sempre presi ‘cum summo gaudio’”, chiosa Grillo.

Il fortunello

       

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