Si avvia alla conclusione l’inchiesta per evasione fiscale nei confronti dell’ex presidente della Regione Renato Soru.
I legali Giuseppe Macciotta e Carlo Pilia non hanno ancora ricevuto la notifica formale che sancisce la chiusura delle indagini preliminari, ma si riservano di presentare una dettagliata memoria non appena il pubblico ministero Andrea Massidda, titolare del fascicolo, depositerà gli atti.
Il mese scorso, il patron di Tiscali aveva incontrato in un breve faccia a faccia il magistrato ribadendo la correttezza del suo operato e annunciando che in virtù del suo ruolo pubblico (è attualmente consigliere regionale del Pd) intendeva trovare un accordo con l’Agenzia delle Entrate che gli contesta un’evasione di alcuni milioni di euro.
L’inchiesta era nata nell’ambito di un credito che Soru vantava con la propria società di telecomunicazioni e che era stato trasformato in azioni nel corso di una aumento di capitale. L’ex governatore e i suoi legali hanno ribadito la convinzione di aver operato nel rispetto totale delle regole.
C’è una trama: tutto sarebbe partito da un prestito infragruppo da 27 milioni e passa. Una cifra: si parla di evasione fiscale su 10 milioni di euro. E una novità: l’editore dell’Unità ed ex governatore della Sardegna, Renato Soru, sotto indagine a Cagliari. I primi spifferi erano partiti nei giorni scorsi dai quotidiani dell’isola e ieri hanno trovato conferma nei dettagli della stampa locale. L’entourage dell’imprenditore isolano smentisce, mentre la Procura, interrogata dalle agenzie, resta silente. Tutto da copione, verrebbe da dire, se non fosse che la vicenda si arricchisce di nuovi particolari.
La luce degli uomini del nucleo tributario della guardia di Finanza di Cagliari, infatti, si è accesa tra il 2008 e il 2009 sulle anomali oscillazioni in Borsa di Tiscali, la società delle telecomunicazioni creata dallo stesso magnate isolano nel 1998. Scava a Cagliari, nella sede di Sa Illetta, e investiga all’estero, nelle filiali di alcuni istituti di credito, che spunta un prestito da 27 milioni e mezzo di euro che la società inglese Andalas ltd avrebbe concesso a Tiscali finance, con sede in Lussemburgo. E quindi? Nulla di strano se non fosse che entrambi i gruppi sono riconducibili a Renato Soru. Sembra che in cinque anni, dal 2005 al 2010, Tiscali avrebbe restituito interessi ad Andalas per dieci milioni. Ed è appunto sull’ipotesi di evasione fiscale sui bonifici che Soru avrebbe girato a Soru che gli inquirenti focalizzano la loro attenzione. Anche se in serata Tiscali precisa: «Tali prestiti, lungi dal rappresentare un depauperamento del patrimonio aziendale, hanno rappresentato un reale contributo finanziario per l’azienda, sono stati regolarmente iscritti nel bilancio dell’esercizio 2004 e sono stati remunerati a condizioni di mercato».
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Tempo scaduto. Il pm Andrea Massidda sta chiudendo in queste ore l’inchiesta in cui Renato Soru è accusato di una maxi evasione fiscale da 10 milioni di euro. L’avviso di garanzia ancora non è stato notificato al patron di Tiscali ma ormai è solo una questione burocratica che dovrebbe risolversi nel giro di giorni, al massimo poche settimane. Gli uffici competenti sono già al lavoro.
NIENTE MEMORIA La conferma si è avuta ieri quando i legali di Soru, gli avvocati Giuseppe Macciotta e Carlo Pilia, hanno deciso di ritirare la memoria difensiva che avevano depositato in cancelleria sabato, abbondantemente fuori tempo massimo rispetto ai venti giorni di tempo che il magistrato inquirente aveva concesso all’ex governatore quando, oltre un mese fa, si presentò in Procura per essere interrogato. Il motivo del dietrofront? Strategico. Appresa informalmente la notizia che l’atto di chiusa inchiesta è ormai in arrivo hanno preferito attendere che fosse ufficialmente notificato, visto che proprio la notifica consente di accedere agli atti dell’accusa e dunque di poter vedere nel dettaglio le prove raccolte dal pm e dalla Finanza nelle indagini. Il dossier difensivo verrà dunque presentato, ma a questo punto solo quando i legali avranno analizzato il contenuto del fascicolo del pm. Tra l’altro in questo lasso di tempo Soru non è riuscito a chiudere neanche la vertenza con l’Agenzia delle Entrate – che secondo indiscrezioni gli chiede di restituire al fisco almeno 8 milioni di euro -, accordo che gli avrebbe garantito uno sconto di pena in caso di condanna penale.


